SUCCESSO PER LA "PRIMA" DI   "ECCE COR MEUM"

DI PAUL MCCARTNEY A LONDRA  

Si tratta di un lavoro per coro e orchestra in quattro movimenti: I Spiritus, II Gratia- Interlude (Lament), III Musica, IV Ecce Cor Meum, con testo in Inglese e qualche parola latina, lingua studiata da Paul fin da quando frequentava il Liverpool Institute. E' il suo quarto album classico da quando il primo   "Liverpool Oratorio" fu realizzato nel 1991. Seguirono poi: "Standing Stone" e "Driving Rain". La composizione dell'album è iniziata più di otto anni fa e trae origine dalla tradizionale richiesta ai compositori più prestigiosi, da parte del Magdalen College di Oxford famoso in tutto il mondo, di un'opera particolarmente significativa da dedicare a quell'istituzione. E così Paul fu invitato da Anthony Smith, presidente del College dal 1998 al 2005, a comporre musica originale dal sapore classico per l'inaugurazione della nuova Sala Concerti del College.

 

 

Il suo desiderio era di qualcosa di corale che potesse essere cantata da giovani provenienti da tutto il mondo sullo stile del Messiah di Handel. Nel novembre 2001 la prima versione di "Ecce Cor Meum" ispirata soprattutto dal ricordo della prima moglie Linda, fu data con il coro del Magdalen College diretto da Bill Ives al Teatro Sheldonian di Oxford. Per Paul fu una grande esperienza di apprendimento. Ricorda Paul:"Alla fine avevo messo tutto insieme in qualche modo correggendo molte imperfezioni, avevo imparato molto prima della performance, ma molto di più al termine del concerto". Aggiunge ancora Paul: "Queste sono cose che la gente può imparare immediatamente perché gli sono state insegnate bene alla prima lezione o le può imparare nel corso degli anni. Così, è stato bello entrare nella composizione tante volte che ne è uscita una grande sezione corale alla quale abbiamo affiancato una grande orchestra. Infine, nei mitici Studi di Abbey Road a Londra, tecnici ed ingegneri del suono hanno messo tutta la loro esperienza per la miglior riuscita di questo album. Se fosse stata una canzone dei Beatles avrei saputo subito come fare; ma questo è stato un gioco completamente diverso".

 

Grande successo venerdì scorso per Ecce Cor Meum, la quarta opera classica di Sir Paul McCartney presentata a Londra in prima mondiale alla Royal Albert Hall, il massimo tempio britannico della musica. Dalla nostra postazione possiamo ammirarne la splendida struttura e ascoltare l'orchestra diretta dal maestro Gavin Greenaway. Allo spegnersi puntuale delle luci in sala inizia la magia.

Paul McCartney non si è ancora visto, ma la sua presenza è già avvertita sulle prime note di My Love, canzone scritta per la prima moglie Linda, arrangiata in chiave classica ed interpretata mirabilmente dal soprano Kate Royal dalla voce stupenda e dalla presenza altrettanto prorompente! Kate esegue una dopo l'altra Warm And Beautiful e una struggente Calico Skies in coppia con il tenore Andrew Staples. E si! Evidentemente Paul ci vuole coccolare con un'introduzione dei suoi migliori brani rock - pop e classici.   Poi il tenore prosegue da solo con Golden Earth Girl e Some Days per concludere in duo con Kate Royal, "Junk". L'orchestra prosegue con "Nova" e attacca con "The World You're Coming Into" e Ghost Suite" due pezzi tratti dal Liverpool Oratorio; e poi ancora "Celebration" dall'altra opera Standing Stone di McCartney.

Fra gli applausi scroscianti del pubblico che ha molto apprezzato questa introduzione a Ecce Cor Meum , a sorpresa compare il mitico Paul McCartney, in ottima forma, elegante, in grigio e cravatta, che si alza in piedi da una poltrona in mezzo alla platea, mescolato fra il pubblico, che saluta affabilmente, mentre si dirige verso un'uscita laterale stringendo anche le mani tese di alcuni fans che lui chiama affettuosamente "gli amici di sempre", giunti da ogni dove. E pensare che molti credevano che si nascondesse in un palchetto. Paul è letteralmente circondato dai suoi collaboratori che lo proteggono, ma anche dai più intimi amici e famigliari. Ci sono le figlie Stella e Mary, vediamo Sir George Martin il grande produttore dei Beatles; vediamo anche David Gilmore dei Pink Floyd, il suo tastierista Vix Wickens, intravediamo anche il chitarrista   Jeff Lynn e tanti altri...


Durante l'intervallo di venti minuti, avendo abbastanza autonomia di movimento nella Royal Albert Hall e con l'aiuto provvidenziale di una maschera, mi sposto e mi vado piazzare proprio dietro al coro sul palcoscenico da dove posso ascoltare l'orchestra e vedere il direttore di fronte; sono completamente immerso nella musica di Paul Mc Cartney.

Inizia finalmente Ecce Cor Meum e subito si sente l'energia che questo poema sinfonico-corale sprigiona: dal coro diretto da Ben Parry, all'organista Colm Carey nei quattro   movimenti che la compongono: I Spiritus, II Gratia - Interlude (Lament), III Musica, IV Ecce Cor Meum (con testo in Inglese e qualche parola latina, lingua studiata da Paul fin da quando frequentava il Liverpool Institute).

Ecce Cor Meum è la quarta opera classica da quando il primo   "Liverpool Oratorio" fu realizzato nel 1991. Seguirono poi: "Standing Stone" e "Working Classical".

La composizione dell'album è iniziata più di otto anni fa e trae origine dalla tradizionale richiesta ai compositori più prestigiosi, da parte del Magdalen College di Oxford famoso in tutto il mondo, di un'opera particolarmente significativa da dedicare a quell'istituzione. E così Paul fu invitato da Anthony Smith, presidente del College dal 1998 al 2005, a comporre musica originale dal sapore classico per l'inaugurazione della nuova Sala Concerti del College. Il suo desiderio era di qualcosa di corale che potesse essere cantata da giovani provenienti da tutto il mondo sullo stile del Messiah di Handel.

Ed ora alla Royal Albert Hall,alla fine di questo bellissimo concerto, Paul raggiante sale sul palcoscenico a ricevere il trionfo per il suo lungo e ben riuscito lavoro, dal pubblico osannante, mentre una pioggia di cuoricini di carta cade dal soffitto del teatro. Paul si intrattiene un po' sul palco con i cantanti, l'orchestra ed il coro: Con alcuni fans lo chiamiamo in coro; Paul si gira e ci saluta con una mano e poi, lestamente, si dilegua con il suo mazzo di fiori fra gli applausi. I fans più agguerriti cercano di raggiungerlo fuori. Molti di essi sono giunti con noi dall'Italia. Ma Paul, come da sua ormai collaudatissima tattica, è già fuggito lontano.