PRESENTATO CON SUCCESSO A MILANO IL LIBRO DI MICHELE BOVI

DA CAROSONE A COSA NOSTRA - GLI ANTENATI DEL VIDEOCLIP di Michele Bovi edito da Coniglio Editore  è un bellissimo libro di testimonianze esclusive dei protagonisti italiani, francesi e statunitensi : imprenditori, registi, cantanti, giornalisti. coredato da oltre  700 fotografie inedite per documentare  la primogenitura italiana della creazione del “video promo musicale”

La  ricostruzione della avventurosa “preistoria” del videoclip musicale è frutto della ricerca appassionata di Michele Bovi Vice Direttore dei servizi giornalistici del TG2, autore di indimenticabili, istruttivi e storici programmi televisivi di musica e di spettacolo, ma da tutti conosciuto come l'archeologo che ha scovato oltre mille filmati a colori dell’epoca, fotografie di scena, locandine promozionali per i mercati italiano, francese, inglese e americano di Cinebox e Scopitone. La prima pellicola a colori  realizzata per la  promozione di un brano musicale non è nata infatti  a New York, a Hollywood o a Londra,  bensì nel nostro paese nel 1959, grazie all’accordo di collaborazione capitolino-meneghino costituito  da due romani, l’inventore Pietro Granelli e l’ industriale Paolo Emilio Nistri, direttore della Ottico Meccanica Italiana, e un imprenditore milanese, Angelo Bottani, braccio destro dell’allora presidente dell’Inter Angelo Moratti. Dal matrimonio d’affari tra i tre scaturì l’avventura del  Cinebox, il juke-box  ad immagini per il quale fu appunto concepito  l’utilizzo del filmato a  colori  da circa 3 minuti  che negli anni Settanta assunse il nome di videoclip. Il Cinebox era l’apparecchio italiano che agli inizi degli anni Sessanta fu presentato sul mercato mondiale come “la bomba cinemusicale del secolo”. Il Cinebox, come molti ricorderanno, si presentava come un Juke Box sulla cui sommità c’era un visore che, dopo aver selezionato i brani da ascoltare, mostrava l’interpretazione  filmata di  circa tre minuti a colori e bianco & nero mentre si potevano ascoltare le più belle canzoni di artisti come Renato Carosone, Don Marino Barreto Jr , Domenico Modugno,  Peppino Di Capri, Nilla Pizzi, Tonina Torrielli, Wera Nepi, Luigi Tenco, Giorgio Gaber, Bobby Solo, Tony Renis, Little Tony, Fausto Leali, Gianni Morandi, ma anche Vittorio De Sica e tantissimi altri…
L’apparecchio fu presentato nell’aprile  del 1959 al Circolo della Stampa Romana a Palazzo Marignoli e nei due mesi successivi  esposto alla Fiera di Milano e alla Fiera di Roma che inaugurava la nuova sede di via Cristoforo Colombo.
Una primogenitura tutta italiana, dunque, per il “videoclip”: il più tradizionale veicolo di promozione della canzone!

E l’altro giorno con Michele Bovi alla Sala Appiani dell’Arena Civica di  Milano messa disposizione dall’Assessore allo Sport e Tempo Libero del Comune di Milano,  Giovanni Terzi per presentare questo libro prezioso, c’erano davvero tanti personaggi coinvolti nella storia del Cinebox.
Abbiamo riconosciuto Remo Germani e Fausto Leali (cantanti della prima generazione), Roby Matano (cantante dei Campioni, band con Lucio Battisti alla chitarra), Bruno Tibaldi (Direttore Artistico dal 1970 al 1993 della Emi e poi della Polygram), Guidone (ex Clan Celentano, che suonò con la sua band di supporto ai concerti dei Beatles in Italia nel 1965; ora semplicemente Professor Guido Crapanzano, economista), Gianni Dall'Aglio (batterista nei Ribelli con Demetrio Stratos, i primi ad incidere Pugni Chiusi), Aldo Pagani (marimba-man con Renato Carosone), Vito Molinari (storico regista della televisione: ricordiamo 1,2,3 con Vianello e Tognazzi, ma poi Canzonissima), Pasquale Panella (poeta e paroliere per autori come Lucio Battisti e piu' recentemente per Enzo Carella), Cesare Romana (critico musicale per il quotidiano Il Giornale), Raf Montrasio (chitarrista della band di Renato Carosone) ed all'ultimo minuto arriva anche Little Tony. C’erano anche Susanna Parigi e Valentina Gautier (cantautrici dell'ultima generazione) e c’erano infine Giancarlo Passarella di Ululati dall’Underground che ringraziamo per la ricerca storica e le notizie; e Giorgio Verdelli amico e autore di spettacolo e programmi TV oltre che promotore di MUS.IT Settimana della Musica, nella quale era inserita questa importante presentazione.

 

Alternando parole a testimonianze, Michele Bovi ha mantenuto sempre viva l'attenzione dei presenti, mostrando una compilation di spezzoni di questi filmati promozionali che sono stati gli antenati dei videoclip: abbiamo percio' ammirato Don Marino Barreto Jr., Bobby Solo, Sergio Endrigo, Gianni Morandi, Edoardo Vianello, Neil Sedaka, Adriano Celentano, Little Tony, Peppino Di Capri e soprattutto Glem Sacco, la fonte d'ispirazione del rock demenziale, quel filone che 15 anni dopo partori' gli Skiantos e qualche lustro dopo Elio e Le Storie Tese. Tra i presenti qualcuno riconosce nel gruppo di Glem Sacco anche Gino Santercole ed Enrico Maria Papes, poi cantante e batterista de I Giganti.

Bellissimi i ricordi che il leggendario regista della RAI Vito Molinari snocciola: scordandosi di molti particolari, perchè è passato tanto tempo… Racconta che altri registi dell'epoca (come gli scomparsi e famosi Beppe Recchia ed Enzo Trapani) per sbarcare il lunario, come lui si sono cimentati in questi filmati musicali.
Chiamato in causa anche Pasquale Panella, autore di cesello, anche quando afferma che la visione di questi filmati gli danno forti sensazioni  “...io sento il suono del lavoro: da un certo punto in poi, sento solo il suono della merce” dice testualmente, facendoci capire come l'industria discografica, poi, i filmati musicali/videoclip li abbia realizzati con molti più mezzi ed economie, ma con meno passione.
Tanto ancora ci sarebbe da dire… ma questa è proprio divertente: Michele Bovi vince due scommesse (lui dice che ognuna gli fara' guadagnare 25 mila euro...!), perchè presenta a Remo Germani e Fausto Leali due loro filmati musicali che loro negavano di aver mai realizzato: fra le le risate e gli appalusi dei convenuti molto divertiti a conclusione dello ”storico” incontro, Michele Bovi annuncia che dal 1° luglio al 30 settembre al Belvedere di San Leucio, nella meravigliosa Reggia di Caserta, sarà allestita una mostra-convegno sulla preisoria del “videoclip” con l’esposizione di apparecchi dell’epoca, la proiezione di filmati di Cinebox e Scopitone introdotti da un monologo di Pasquale Panella e la partecipazione dello stesso Michele Bovi e di Giorgio Assumma presidente della SIAE che ha curato la prefazione del libro.

Il fatto poi che nel titolo del libro sia citato Renato Carosone di cui chi scrive era un accanito ammiratore, anche se ancora un bimbo di sette/otto anni, oltre che farmi piacere, mi fa ricordare che lui e il suo quartetto si ritirarono dalle scene al massimo del loro successo, lasciandomi ancora tanta voglia di sentire quella loro bellissima musica. Un po’ come accadde per i Beatles…

Rolando Giambelli