SGT. PEPPER’S 40th ANNIVERSARY
THE BEATLES DAYS 2007
Liverpool Beatle Week 2007
A MESTRE Venezia
all’Hotel Bologna
Via Piave,114
(di fronte alla stazione
ferroviaria)
il 5 maggio dalle ore 20.00 in
poi
THE BEATLES NIGHT DEDICATA AI
40 ANNI DI SGT.PEPPER
E PRESENTAZIONE DEL LIBRO E DEL
DISCO…
PROGRAMMA:
ore 20:00 - cena beatlesiana
con SERGIO PEPE
ore 21:45 – La biblioteca di
SERGIO PEPE
(con RICCARDO BERTONCELLI)
presentazione del libro SGT.
PEPPER (La vera storia)
ore 22:15 – ORCHESTRINA SHOWCASE
concerto di presentazione del
disco
SERGIO PEPE E L’ORCHESTRINA DEI
CUORI SOLITARI
Ovvero “Sgt. Pepper’s Lonely
Hearts Club Band” dei Beatles in versione italiana interpretata da FABIO KORYU
CALABRO’ con voce, ukulele e…”con un piccolo aiuto” vocale dai suoi amici:
ALDO TAGLIAPIETRA (Orme)
MAGICAL MYSTERY ORCHESTRA &
STRINGS
ROLANDO GIAMBELLI
MARCO MORUZZI
ROBERTO CARGNELLI
ORE
24.00 PROIEZIONE DEI FILMS:
-
SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND
-
WONDERWALL
CAPPUCCINO
E BRIOCHES
E’
necessaria la prenotazione:
Tel 041-931000
Hotel Bologna
Via Piave,114 Mestre Venezia
(di fronte alla stazione
ferroviaria)
A
ROMA
VENERDI’
1° GIUGNO
PRESSO L’AUDITORIUM DI ROMA
LA
PRIMA CELEBRAZIONE DI SGT. PEPPER
(IL
PROGRAMMA SARA’ RESO NOTO AL PIU’ PRESTO)
A CASTEL S.PIETRO TERME (BO)
Piazza XX Settembre ore
21
Il 1° giugno dalle ore 21.00 in
poi
HAPPY BIRTHDAY… SGT. PEPPER!!!
1 Giugno 1967,
LONDRA
I Beatles presentano al mondo
l'album che rivoluzionerà la storia del rock: Sgt. Pepper's Lonely Hearts
Club Band.
1 Giugno 2007 A CASTEL SAN
PIETRO TERME
- Piazza XX Settembre
ore 21
I 60 elementi della Corpo
Bandistico di Castel San Pietro Terme, la
band Fuori di Testa e il regista
Alessandro Boriani, diretti dal Maestro Giuseppe Lentini, con la complicità di
Maurizio Piancastelli e Roberto Castagnara...
ESEGUONO DAL VIVO L'ALBUM SGT.
PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND IN UN SUGGESTIVO HAPPENING SONORO E VISIVO
DEDICATO AI MITICI ANNI 60
Il 3 Giugno la Big Banda si
esibirà a
BRESCIA - Al
Beatles Day
Prima data della tournée italiana:
il mitico BEATLES DAY di Brescia!
A BRESCIA
DOMENICA 3 GIUGNO - dalle 10.30 alle 24.00
PRESSO LA "CASCINA LA NAVE DI HARLOCK" A BRESCIA
località SAN POLO
THE BEATLES’ DAY 2007
1967-2007 SGT.
PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND
40th Anniversary Celebration
A sostegno della Croce Rossa
Più di 50 Beatle-bands, ospiti a sorpresa &:
The Shakers da Liverpool!
Robert Grocott, Anthony O'Keeffe, Edmund Harrison and
Nicholas Ellison
4 musicisti fantastici ad interpretare: Merseybeat, Rock 'n'
roll & Skiffle!!!
FABIO “KORYU” CALABRO’ Presenta l’album tributo a Sgt. Pepper’s
SERGIO PEPE E L’ORCHESTRINA DEI CUORI SOLITARI
I 60 elementi del CORPO BANDISTICO di Castel San Pietro
Terme(Bologna) con
la beatle/cover/band FUORI DI TESTA interpreteranno SGT.
PEPPERS
ONGARELLO & BRUNETTI DUO
THE BEAT BARONS (With the Merseybeat sound)
MARCO ZAPPA & MARCO MARCHI (The Beatles special guitars)
L’ANALISI DI SGT. PEPPER by Gianluca Chiodini & Moreno
Zanardini
GIANCARLO PEDRAZZI’S BEATLE-SCHOOL & CARDUCCI B.S. I LOVE
YOU
ALESSIO COLOMBINI – GIORGIO CORDINI – SIRIA & FRANCESCO
Presentazione del libro edito dalla GIUNTI
LA VERA STORIA DI SGT PEPPER – di Franco Zanetti & Riccardo
Bertoncelli
FESTIVAL DELLE BEATLE BANDS Premio VI D'ORO VIGASIO con i
“complessi”:
THE BITTERS – MAGICAL MYSTERY ACOUSTIC TOUR – THE 4 FABS – FOUR
BACK – FEEDBACK – THE THE – THE OLDIES – BEATLESJUICE – BEATLESIANNA –
BEATLESIANNA & HER HEART – I BEATLE JUICE – THE JUNE – THE TRIFLERS –
V.A.G.H.I. – TAXMAN – SCRAMBLED EGGS – MAGICAL MYSTERY BAND – BLUE VANILLA – THE FOUR BEAT – KUNCKLE HEAD –
THE NOWHERE MEN – QUARRYMEN – MR. KITE MOTHER SON – 4 CON TORTI – BEAT BROTHERS
– 3 KWAKU – BACK TO THE BEATLES – BEATONE – BEATOPS – COVERS – BEPPE DONADIO –
GIN IN THE TEACUPS – GET BACK – FEDERICA INSELVINI – I BEATLE – RANGZEN –
PODDIGHE – UMBA RIVAROLA – STEFANO RENGA – THE SUNSHINE – TAO – THE WALRUS AND
THE EGGMEN – THE WHITE BLUES – THE TOPLESS – TWO OF US – ADOLFO GALLI –
TRISTANO GIAMBELLI
Presenta Giancarla Paladini e Franco Zanetti (sotto spirito) coadiuvati da Franco Sandri e Furio
Sollazzi
Direzione artistica: Rolando Giambelli
Il Beatles
Day 2007 si svolgerà a Brescia domenica 3
giugno, per tutta la giornata e fino a tarda sera, su tre palchi allestiti, come
lo scorso anno, presso la nuova struttura polifunzionale "LA NAVE DI HARLOCK" ricavata dalla ristrutturazione della storica
"Cascina Bredina" situata in località San Polo (Zona sud Est di
Brescia - uscita Brescia Centro A4 e A21 - Seguire le frecce PARCO DUCOS - vedi mappa). BUS Le
linee autobus :il 12 passa davanti, il 9 si ferma davanti alla questura (5min),
l’1 si ferma in via Gatti (10 min) Ci si arriva anche da viale Piave attraverso
il Parco Olga Ducos 1. L'ingresso sarà libero.
E'
doveroso ricordare il coinvolgimento delle Beatle-Band che verranno a Brescia
da tutta Italia senza ricevere alcun compenso, oltre che per partecipare alla
celebrazione dei Fab Four, anche per sostenere le cause umanitarie di alcune
associazioni presenti: molti di questi gruppi hanno partecipato due anni fa al
nostro progetto "A Day In the Life at Abbey Road" un disco tributo all'arte dei Beatles registrato
proprio nello Studio 2 di Abbey Road a Londra. Gli utili di questo disco sono
devoluti all'UNICEF.
Quest’anno,
per celebrare il 40° anniversario di SGT. PEPPER tante Beatle-bands italiane hanno invece aderito al
progetto “SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS COVER BAND” nell’inviarci una loro interpretazione di una canzone di Sgt.
Pepper. Tutti I brani si potranno
ascoltare sul nostro sito www.beatlesiani.com dove pubblicheremo presto oltre ai nomi delle beatle-bands, anche un
collage fotografico con i volti di tutti i beatle-musicisti.
Special guests: Oltre a più di 50
bands e ospiti a sorpresa, ci saranno: The Shakers da Liverpool! 4 musicisti fantastici ad interpretare: Merseybeat,
Rock 'n' roll & Skiffle!!!
FABIO
“KORYU” CALABRO’ che, dopo il successo
planetario di “Albume Bianco” presenta il nuovo album “SERGIO PEPE E
L’ORCHESTRINA DEI CUORI SOLITARI” interpretato con “ukulele e voce” l’album tributo a Sgt. Pepper’s avvalendosi
anche della collaborazione di Aldo Tagliapietra
(ORME),
dei Magical Mystery Orchestra & Strings, di
Rolando
Giambelli,
Marco
Moruzzi
e
Roberto Cargnelli.
I 60
elementi del CORPO BANDISTICO di Castel San Pietro Terme (Bologna) con
la
beatle/cover/band FUORI DI TESTA interpreteranno SGT. PEPPERS.
Nel
corso del Beatles Day potranno partecipare anche altri importanti personaggi a
sorpresa, coinvolti nella storia dei Beatles che stiamo al momento ancora
contattando,. Alla nostra kermesse ci saranno anche collezionisti di strumenti
"vintage" (chitarre d'epoca, ecc.) che faranno da cornice all'evento.
Saranno
allestite tre diverse mostre iconografiche dedicate ai Beatles, La Bag One di
John Lennon e La Storia a fumetti dei Fab Four.
Faremo
promozione dei classici libri "beatlesiani" di quelli recenti (LA
VERA STORIA DI SGT PEPPER – di Franco
Zanetti & Riccardo Bertoncelli) e di quelli di prossima pubblicazione.
Il
Beatles Day 2007, come è ormai tradizione della nostra Associazione il cui
motto è: “Beatle People for People” servirà, oltre che per celebrare il
quartetto di Liverpool, anche per promuovere, come da ormai consolidata
tradizione del nostro sodalizio, gli scopi umanitari in modo particolare quest’anno
per la CROCE ROSSA ITALIANA e poi
secondo la nostra tradizione per l’UNICEF il Fondo dell’ONU per l’infanzia, di ESSERE BAMBINO l’Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi,
dell’AMEI per le epatopatie infantili,
di TELEBIMBO, di PROGETTO SORRISO per adottare una famiglia a distanza, di ABE, ADMO e di altre associazioni.
La
lunga kermesse che prevede il prestigioso Premio VI D'ORO VIGASIO sarà presentata anche quest'anno da Giancarla Paladini e Franco Zanetti (sotto spirito), coadiuvati da Franco Sandri e Furio Sollazzi.
N.B.
Al termine di un convegno della Croce Rossa Italiana, durante la serata di
sabato 22 giugno, come un “preludio” al Beatles Day, il fantastico Duo con
chitarre e voci di Marco Zappa e Marco Marchi si esibiranno in Concerto alla
Nave di Harlock.
“BEATLESIANI
D’ITALIA ASSOCIATI”
BEATLESIANI
D’ITALIA ASSOCIATI - THE BEATLE PEOPLE ASSOCIATION OF ITALY
Via
Biseo 18-25124 Brescia - Italy
Tel.
0039 (0) 30/30 30 92 - Fax 0039 (0) 30/30 69 19 Cell. 336 41 19 14
Web: www.beatlesiani.com mail to: beatlesiani@numerica.it
A MILANO
DOMENICA
24 GIUGNO DALLE ORE 15.30 IN POI
PRESSO
LA LIBRERIA “WHITE STAR ADVENTURE”
Via
Catena 22 (angolo) Piazza Belgioioso – Dentro la libreria e fuori… sotto i
portici!!!
BEATLESIANI
D’ITALIA ASSOCIATI e WHITE STAR
Presentano
THE
BEATLES‘ DAY 2007 A MILANO
Mostre
fotografiche, proiezioni, presentazioni di nuovi libri e dischi,
incontri e concerti con le migliori Beatle bands italiane e tanti ospiti a
sorpresa coinvolti nella magica storia dei Fab Four.
Oltre
a celebrare i 40 anni di “Sgt Pepper’s” saranno ricordati i concerti dei
Beatles al Vigorelli tenuti a Milano proprio il 24 giugno del 1965.
e…I
RANGZEN eseguiranno “live!” tutto l’album “Sgt Pepper’s…”
(dopo
la memorabile serata di presentazione al Naima di Forlì ripresa dalla troupe di
Michele Bovi per RAIDUE)
L’evento
sarà patrocinato dal Comune di Milano
SEGUIRA’
PRESTO UN COMUNICATO STAMPA
A ROMA
GIOVEDI’
28 GIUGNO - dalle 18.30 alle 24.00
PRESSO
IL TEATRO ADRIANO IN PIAZZA CAVOUR
“THE
BEATLES’ SUMMER OF LOVE 2007”
“THE
BEATLES’ SUMMER OF LOVE 2007” Spettacolo in occasione del 40° anniversario di
“SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND” il mitico album dei Beatles considerato
il migliore di tutti i tempi, uscito nel giugno 1967, all’inizio di quella
memorabile “Estate d’Amore”.
Con
il Patrocinio del Comune di Roma e l’inserimento dell’evento nell’ESTATE ROMANA
2007.
Dopo
il successo delle cinque passate edizioni, stiamo preparando a Roma un
importante tributo, nel 40° anniversario della sua realizzazione, a SGT.
PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND” il
mitico album dei Beatles considerato il migliore di tutti i tempi; uscito nel
giugno 1967, all’inizio di quella memorabile “Estate d’Amore”.
Lo
spettacolo prevede la partecipazione di numerosi ospiti stranieri, nostri cari
amici, coinvolti molto da vicino nella fantastica storia dei Beatles che stiamo
già contattando. Potrebbero partecipare: Tony Sheridan (musicista inglese che suonò con i Beatles ad Amburgo e
registrò con loro My Bonnie), The Quarry Men (il gruppo originale fondato da John Lennon
con Colin Hanton, Len Garry, Rod Davis, John Lowe), Pete Best il primo storico batterista dei Beatles che suonò
con loro per due anni prima di essere sostitutivo da Ringo Starr. Potrebbe
esserci anche Lawrence "Macca" Gilmore & Band dalla Scozia - band ufficiale tributo a Paul McCartney.
Abbiamo anche sentito Gordon Millings il sarto dei Beatles per un’eventuale mostra di oggetti di collezionismo.
Stiamo inoltre coinvolgendo come ogni anno le migliori Beatles’ Cover Bands e numerosi artisti italiani appassionati dei Fab Four che
potrebbero dare il loro contributo musicale all’evento. Non appena avremo le
conferme dei partecipanti, ne daremo immediatamente notizia.
Avremo
poi il supporto degli associati della Capitale (musicisti, collezionisti,
ecc.). Alcuni di essi sono già stati coinvolti nel progetto discografico “Sgt.
Pepper’s Lonely Hearts Cover Band” per ricordare l’album dei Beatles ma anche per celebrare il 42° anniversario del
loro memorabile concerto tenuto il 27 giugno 1965 a Roma presso il Teatro
Adriano.
E’
prevista anche una mostra fotografica che sarà allestita nel foyer dell’Adriano.Finalita:
La manifestazione, totalmente gratuita per il pubblico, promossa dal nostro
sodalizio, si terrà il giorno di mercoledì 27 giugno (proprio lo stesso del
primo concerto dei Beatles a Roma) presso il Teatro Adriano in Piazza Cavour 22
dalle 18.30 alle 24.00.
Secondo
il nostro Statuto ed il motto “Beatle People for People” l’evento “beatlesiano”
servirà, come avvenne anche lo scorso anno, oltre che per celebrare i Beatles,
anche per sostenere le attività umanitarie e scientifiche del Dipartimento di
Pediatria diretta dal Professor Alberto G. Ugazio presso l’Ospedale Bambino
Gesù, e dell’Associazione A.M.R.E.I. (Associazione Malattie Reumatiche Infantili) di Roma collegata con il reparto
stesso. All’evento musicale parteciperanno a titolo gratuito numerose Beatle
Bands e collezionisti, fans e personaggi coinvolti nella favolosa storia dei
Beatles provenienti da Roma e da altre parti d’Italia.
BEATLESIANI
D’ITALIA ASSOCIATI - THE BEATLE PEOPLE ASSOCIATION OF ITALY
Via
Biseo 18-25124 Brescia - Italy
Tel.
0039 (0) 30/30 30 92 - Fax 0039 (0) 30/30 69 19 Cell. 336 41 19 14
Web: www.beatlesiani.com mail to: beatlesiani@numerica.it
A BELLLINZONA IN SVIZZERA
ORGANIZZEREMO
IN COLLABORAZIONE CON IL PATRIZIATO DI BELLINZONA (CANTON TICINO)
LA
7° EDIZIONE DEI BEATLES DAYS CHE SI TERRANNO DAL 30 MAGGIO AL 2 GIUGNO
19.00- 24.00 Aperitivo in musica-concerto
Bar Cremeria 7000
The Marmalade
Sky (CH) – The Nowhere Land (CH)
00.30 After hour
Disco bar Funky Club
A&G band
(I/CH)
Beat international night
Piazza del Sole
19.45 The Pretty Face
(I)
Les
Hirondelles (CH)
22.45 Special
guest
The
Troggs (GB)
24.15 The Beat Barons
(I)
10.30 Beatles
al mercato, corte interna palazzo civico
Musica Unione Novazzano (Civica)
17.00 Bar Cremeria 7000
HMI band (CH)
Beatles international night
Piazza del Sole
18.45
The VAGHI (I)
The Beatops (I)
The Shakers (GB)
22.45
Special guest
The Rebeatles (D)
24.15 The Beatluv (CH)
The
Liverpool Beatle Week 2007
ECCO 4 BUONE RAGIONI PER
ANDARE
TUTTI INSIEME A LIVERPOOL NEL 2007
!!!
- 800° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA
CITTA’ DEI BEATLES!
- 50° ANNIVERSARIO DEL MITICO “CAVERN” DOVE TUTTO EBBE INIZIO… (Vip Party il
16 gennaio 2007)
- APERTURA IN OTTOBRE DEL “HARD DAY’S NIGHT
HOTEL”
- INTERNATIONAL BEATLE WEEK 2007 DAL 22
AL 28 AGOSTO!!!
In quei giorni sono previsti anche numerosi eventi per
celebrare gli “800 anni” della città dei Beatles!
Liverpool, oltre ad essere la città dei Fab Four, ha tantissime splendide attrattive (musei, gallerie, monumenti e edifici storici, il Porto, la Beatles Story all'Albert Dock (il vecchio porto di Liverpool), il mitico Cavern, L’Università, il LIPA (The Liverpool Institute of Performing Arts), ChinaTown, ecc. Tutto ciò ha contribuito a far eleggere Liverpool: Capitale Europea della Cultura per il prossimo 2008.
Ci sono vari modi per raggiungere Liverpool: in aereo, direttamente dall’Italia, oppure volando a Londra e poi dalla stazione londinese di Euston via in treno fino a quella di Lime Street pronti per una full immersion nella città natale dei Fab Four. Da un paio d'anni sono stati istituiti dalla compagnia aerea irlandese Ryan Air voli diretti a Liverpool da Milano/Bergamo, da Pisa, da Roma e da Treviso/Venezia. Dato il basso costo ancora disponibile consigliamo vivamente gli appassionati di prenotare al più presto. E' anche molto importante prenotare un albergo e un "package" del Cavern City Tours, ovvero un carnet di biglietti per poter assistere a tutti gli eventi che un appassionato dei Beatles non può perdere (lo si può fare presso la reception dell’Hotel Adelphi, vicino alla stazione dove gli amici del Cavern City Tours, l’associazione che organizza la convention beatlesiana sono pronti a dare tutte le informazioni su: i concerti dislocati per tutta la città, la Convention della domenica all’Adelphi, l’asta di memorabilia al LIPA, l’ex scuola di George Harrison e di Paul McCartney che quest’ultimo ha voluto trasformare nel prestigioso Liverpool Institute of Performing Arts, le conferenze con i personaggi coinvolti nella storia dei Beatles. Il magico Beatle-Festival con le band per tutta la città e tanto ancora: Anche per il 2007 è infatti prevista un’invasione di artisti da tutto il mondo. Ci saranno anche tanti beatlesiani italiani guidati da Rolando Giambelli. Al Festival delle Beatle Bands Rolando Giambelli proporrà la celebrazione dei 40 anni di Sgt Pepper’s e la presentazione di realizzazioni editoriali italiane all'Hotel Adelphi, quartier generale della Liverpool Beatle Week.
Giambelli incontrerà anche Sir Edwin Clein ex Sindaco di Liverpool e suo grande amico, anche per aver cantato insieme le canzoni dei Beatles sulle rive del Mersey e fin dall'incontro a Palermo, quando venne ad inaugurare Piazza John Lennon con l'allora sindaco Leoluca Orlando.
Tutto
ciò avverrà a Liverpool, grazie soprattutto a Bill Heckle e Dave Jones che non
hanno mai mollato le redini del Cavern City Tours. Chi fosse interessato
all'evento di Liverpool 2007 può rivolgersi a: BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI
che dal 1993 ininterrottamente partecipano al fantastico raduno di Livepoool.
Tel 030 303092 oppure e-mail: beatlesiani@numerica.it
A
GIUGNO IL NUOVO CD DI McCARTNEY
Ai
primi di giugno uscirà, su etichetta Universal e non più Emi come accadeva da
sempre, il nuovo album di Paul McCartney: "Memory Almost Full",
composto da tredici canzoni. Questi i probabili titoli delle canzoni: Dance
Tonight, Ever Present Past, See Your Sunshine, Only Mama Knows, You Tell Me,
Mr. Bellamy, Gratitude, Vintage Clothes, That Was Me, Feet In The Clouds, House
Of Wax, End Of The End, Nod Your Head.
FANTASTICO!!! SU “ROLLING STONE” IN EDICOLA IL 24 APRILE
Un ampio servizio su SGT PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND dei Beatles con un occhio di riguardo ai Beatlesiani d’Italia Associati
L’articolo dedicato al 40° anniversario del mitico album dei Beatles è scritto a più mani da nomi illustri e tende a dare una visione della band di carattere multigenerazionale, un vero e proprio ULTIMATE di Sgt. Pepper scritto da Furio Colombo, Natalia Aspesi e con un brano in esclusiva di Alan Moore (lo sceneggiatore di film del calibro "V Per Vendetta, "La lega degli uomini straordinari", ecc.). A completare il quadro uno scritto di Carlo Pastore, nuovo VJ di MTV, che a sua volta ne tratteggia un profilo dandoci il punto di vista delle nuove generazioni (lui infatti ha solo 22 anni)
Le foto utilizzate per il pezzo sono scattate da Don McCullin, fotografo noto ai più per i suoi reportage di guerra. In questo caso, ritornato dal Vietnam, ha voluto ritrarre la band in una situazione assolutamente inedita.
Per ulteriori informazioni su ROLLING STONE non esitate a chiamarci in Sede B.D.I.A.
SITI PER IL LIBRO SGT PEPPER:
http://guide.dada.net/musica_progressive/interventi/2007/03/290421_print.shtml
RICCARDO BERTONCELLI E FRANCO ZANETTI
SGT. PEPPER - LA VERA STORIA
GIUNTI EDITORE
pagg. 192, Euro 14,50 In libreria dal 29 marzo 2007
Presentato mercoledì 4 aprile 2007 ore 18:30 - Milano
A la Feltrinelli Libri e Musica Milano (piazza Piemonte) - Milano
Piazza Piemonte, 2
"Sgt
Pepper" è il 33 giri che ha cambiato la storia della musica rock. Il disco
emblema della "Summer of love". Era il 1967... 40 anni dopo questo
libro, due grandi firme della critica musicale - Bertoncelli e Zanetti - ci
raccontano la "vera storia" di un disco e di una stagione
inimitabili. In libreria dal 29 marzo 2007. Tra gli intervistati Franz Di
Cioccio della PFM
Il 1° giugno 2007 ricorrono i 40 anni del Sgt. Pepper dei Beatles, forse il più influente album di tutta la storia della musica: non un semplice disco, ma lo spaccato di un’epoca e una magica capsula del tempo, ancora intatta, dove brillano le migliori idee, speranze e fantasie di quella che sarebbe passata alla storia come la “Summer of Love”.
Per celebrare come si deve l’avvenimento, Riccardo Bertoncelli (decano dei giornalisti rock italiani) e Franco Zanetti (direttore del sito www.rockol.it ) hanno deciso di raccontare la vera e complicata storia di quell’album in un volume che ha pochi eguali al mondo, anzi forse solo uno: il Making Of Sgt. Pepper scritto una dozzina d’anni fa da George Martin, produttore e “stilista” di quell’opera e delle migliori canzoni dei Beatles.
Il libro si apre con una introduzione di Franco Fabbri, tra i migliori musicologi pop rock del nostro tempo, e comprende: * una cronologia di avvenimenti Beatles e non solo, dall’estate 1966 al giugno 1967 * un saggio sulla grande rivoluzione rock di quel periodo, anche e soprattutto oltre i Beatles * un dettagliato esame di tutte le canzoni del disco, con tutti gli aneddoti, i segreti, i misteri collegati * una storia dell’album dopo la sua uscita, fino ad oggi, comprese le centinaia di cover che le sue canzoni hanno goduto * la storia della leggendaria copertina: come nacque, i personaggi rappresentati, le citazioni e parodie che l’hanno riguardata, a cominciare da quella celebre di Frank Zappa per We’re Only In For The Money * una storia del Sergente Pepe in Italia: l’eco che non ebbe allora, il mito che poi è cresciuto, con interviste apposite a personaggi della scena italiana, Renzo Arbore, Maurizio Vandelli, Shel Shapiro, Franz Di Cioccio e altri. * i tempi del Sgt. Pepper’s: le canzoni, gli album e gli eventi più importanti, dall’agosto 1966 al 1° giugno 1967 * la leggenda della morte di Paul McCartney * numerose illustrazioni di copertine e locandine d’epoca Cosa facevano gli autori il 1° giugno 1967: Riccardo Bertoncelli ha 15 anni e riceve il Sgt. Pepper in regalo per la promozione in quinta ginnasio. Lo ascolta sul suo Philips low fi monofonico e passa i pomeriggi del giugno 1967 a casa di una compagna di classe cercando di tradurre i testi con un dizionarietto mignon 4 centimetri per 3. Franco Zanetti ha 14 anni e si perde il Sergente in presa diretta, ma due anni dopo chiede in prestito l’album a un vicino di casa per registrarlo con un Gelosino a bobine e tasti colorati. Non sa l’inglese, e proprio come Bertoncelli cerca di tradurre i testi - da solo, però, non avendo compagne di classe carine da corteggiare con la scusa di una traduzione. Coglie oggi l’occasione per rassicurare chi gli prestò il disco e non lo riebbe mai indietro: l’album sta bene, è stato conservato con cura. Grazie.
Riccardo Bertoncelli, Franco
Zanetti
SGT Pepper
La vera storia
€ 14,50
Cartonato con sovraccoperta
pp. 192
Giunti
Collana Bizarre
La vera e complicata storia del
più famoso album rock di tutti i tempi, concepito nei mesi più caldi della
nuova musica giovane e pubblicato all'inizio di quella che sarebbe passata alla
storia come la Summer of Love, 1 giugno 1967. Il manifesto di un'epoca più che
un semplice disco, il culmine delle speranze e utopie degli anni '60.
365 GIORNI CON I BEATLES
Lunedì 2 aprile – ore 18.30 in White Star Adventure
(libreria) – P.zza Meda – Milano
ROLANDO GIAMBELLI ha presentato il libro di SIMON WELLS
365 GIORNI CON I BEATLES
Edizioni White Star
Per celebrare la più famosa band di tutti i tempi, White Star ripropone una formula di successo, che abbina ad ogni giorno dell’anno fotografie tratte dal fantastico archivio della Getty Images, corredandole di un commento dell’autore, di una frase o di dialoghi tra i quattro musicisti: un modo piacevole per rivivere le tappe della vita artistica dei Beatles, ma anche i momenti intimi e in aditi dei Fab Four. Ce ne ha parlato Rolando Giambelli. Durante l’incontro sono stati proiettati video inediti della band che ha segnato la storia della musica.
Cartoomics 2007: I Beatles nei fumetti
di Luca Carlini
Dal 23 al 25 marzo scorsi, presso la vecchia fiera di Milano, denominata ora FieraMilanoCity, si è svolto il "14° Salone del Fumetto" alias "Cartoomics Annual 2007", all'interno del quale è stata organizzata la mostra "I Fantastici 4 di Liverpool", che, oltre a richiamare incuriositi i fanatici del fumetto, ha affollato la sala dell'esposizione dei beatlesiani venuti ad ammirare questo ennesimo lato del collezionismo: una serie di fumetti, strisce o semplici disegni, provenienti da tutto il mondo, in cui sono presenti i Beatles, ovviamente disegnati!
La mostra è stata realizzata da Fabio Schiavo, giornalista della rivista musicale italiana "Rolling Stone", che — oltre ad essere un eperto di musica e collezionista di dischi (come è normale, dato il lavoro che svolge) — negli ultimi anni si è messo a raccogliere le apparizioni dei Beatles nei fumetti, sia quando ne sono i protagonisti (fumetti con la storia beatlesiana a fumetti), sia quando vi fanno brevi comparse (nel contesto delle storie dei personaggi a fumetti) o addirittura vi sono semplici riferimenti (simpaticissima la vignetta in cui quattro topini cantano "she loves cheese, yeah yeah yeah", dove in inglese "cheese" è il formaggio). E naturalmente non mancano le copertine dei giornali, sui quali i Beatles sono stati rappresentati con la matita e la china, in bianco e nero od a colori.
Il nostro caro Fabio negli ultimi anni si è fatto una collezione di oltre 600 fumetti con la partecipazione dei Beatles: la mostra ne ha potuta contenere solo una selezione, circa 200, più che sufficiente comunque a rappresentare l'incursione dei Beatles nel mondo dei fumetti o, se si vuole vedere la cosa da un altro punto di vista, l'utilizzo della fama dei Beatles da parte dei disegnatori. Fra gli albi presenti c'è anche lo storico numero del fumetto americano Marvel della collana "Fantastic Four", dove i Fantastici Quattro incontrano i Fab Four. La mostra è stata ottimamente realizzata, permettendo la visione sia delle copertine che delle pagine interne, il tutto accompagnato da ottime didascalie ricche di spiegazioni.
Inoltre venerdì 23, poco dopo le ore 15 presso la sala sala incontri "Cocco Bill", si è svolta la conferenza "I Beatles nei fumetti", con la partecipazione dei disegnatori Silver (il papà di "Lupo Alberto") e Gion (autore dell'omonimo fumetto "Gion", trascrizione italianizzata di John), che hanno cercato di raccontare il loro modo di vedere i Beatles nei propri fumetti, partendo dalle loro esperienze musicali. Io ho avuto la fortuna di esserci ed ho registrato tutto. Quella che segue è la trascrizione letterale della conferenza (non vi dico che fatica...), non un discorso scritto, quindi scusate le frasi interrotte o non ben concluse, poiché i relatori parlavano spontaneamente a ruota libera.
RICCARDO MAZZONI — Benvenuti, scusate un po' il ritardo... Quest'anno "Cartoomics" ha tante manifestazioni, tante cose particolari e belle divertenti, tutte dedicate al fumetto. Quindi tante mostre: mostre di originali, mostre di albi, mostre di autori. Qui vicino c'è una mostra dedicata ai Beatles nei fumetti: è una idea che è venuta a Fabio Schiavo, che lavora alla rivista "Rolling Stone". Tutti gli albi, circa 600, che sono stati dedicati o hanno contenuto citazioni dei Beatles, lui li possiede. Qui ne abbiamo messa una selezione e poi abbiamo cercato di trovare qualcuno che potesse raccontarci come i Beatles sono stati visti nel fumetto. E lo abbiamo chiesto a due autori: uno è Silver, padre di "Lupo Alberto", che ama i Beatles e li ha anche raccontati nelle sue storie; l'altro invece è Gion, oggi è un architetto, ma nel 1966 disegnava una striscia dedicata ai cappelloni e alcune di queste strisce raccontavano i Beatles. Per cui abbiamo invitato queste due persone per farci capire come possono essere raccontati i fantastici quattro [Fab Four in italiano, n.d.t.]. Tra l'altro anche questo è un titolo ammiccante al fatto che in America una delle prime testate che ha dedicato spazio ai Beatles è stata appunto "I Fantastici Quattro" [è il nome di una collana di fumetti, il cui nome originale è "The Fantastic Four", n.d.t.], che in una loro storia hanno indossato le parrucche dei Beatles. Esposto nella mostra c'è quest'albo con in copertina la Cosa [uno dei protagonisti de "I Fantastici Quattro", n.d.t.] con i capelli a caschetto, un particolare divertente. All'interno della mostra poi ci sono chicche particolarissime come ad esempio una tavola di "Mister No" [un fumetto italiano, n.d.t.]: il rapporto coi Beatles è dato dalla frase che si legge nel giornale che in una vignetta sta leggendo una signorina di spalle, che è una frase tratta da "Eleanor Rigby"; una citazione voluta da Stefano Marzorati in un albo che aveva scritto. Passo la parola a Fabio Schiavo, che è responsabile di tutta questa avventura.
FABIO SCHIAVO — Buongiorno. Allora, diciamo che i Beatles si prestavano ad essere personaggi dei fumetti, perché sono già loro un mito, fanno parte del mito. Quindi una elaborazione ulteriore del racconto mitico. La cosa interessante, che può dare una chiave di lettura sociologica, usiamo una parola un po' forte, è data dal fatto che dai primi albi [di fumetti, n.d.t.] fino agli ultimi c'è una evoluzione di lettura del personaggio, che da anche una chiave di lettura di come erano percepiti i Beatles da chi scriveva o disegnava di loro. Nei primi albi inglesi o americani si vede nettamente la restrizione dei personaggi immaginati: sono dei fumetti o delle riviste che vanno ad un pubblico che va dai 6 anni fino ai 16-17, i famosi teens, perché poi si diventava più grandi e si seguivano altre musiche. Ad esempio c'è "The Dandy", una rivista [inglese, n.d.t.], simile al "Corriere dei piccoli" di allora, del 1964 con un Korky The Cat che suona la chitarra e nella vignetta finale i topini, che si chiamano The Beatles Mice, cantano "she loves cheese, yeah yeah yeah", gioco di parole che viene fatto spesso nei fumetti. Ci sono riviste femminili, come "The Roxy" o "Valentine", che sono i "Cioè" di allora, dove i Beatles sono raccontati dai Beatles attraverso le lettere o in maniera traslata. Per arrivare ai "Claro de luna", riviste spagnole, che dal 1964 fino al 1969, usavano la scusa delle canzoni dei Beatles per creare delle storie d'amore. Ad un certo punto, verso il 1966-68, c'è come una specie di incisura: certi fumetti continuano a vedere i Beatles come personaggi per ragazzini, altri fumetti fanno un piccolo salto e li fanno diventare qualcosa d'altro, per arrivare fino a "National Lampoon", che è la dissacrazione del mito dei Beatles. è un volumetto tutto dedicato ai Beatles, con gli album che i Beatles avrebbero potuto fare: quindi c'è l'album con Robert Wyatt, c'è un album immaginato con canzoni di Paul McCartney e Frank Sinatra, film che avrebbero potuto fare i Beatles, però sempre con l'intento che ha "National Lampoon" di dissacrare il mito. E l'ultima emozione l'hanno data sia "Rolling Stone" [la rivista americana, n.d.t.] con i Simpson [i protagonisti di una serie di cartoni animati, n.d.t.] che attraversano la strada di Abbey Road,, sia "Fluide Glacial", che è una rivista francese di satira e di fumetti, con un folle assembramento sulle strisce di Abbey Road dove i Beatles vengono schiacciati dai personaggi disegnati da Edika e da altri e finiscono uno con la faccia per terra vicino alle scarpe che puzzano ed all'interno tutta la rivisitazione del mito, vale a dire la morte di Paul McCartney, insomma tutta la storia, la paccottaglia rivista. In mezzo c'è tutto il resto dei Beatles, visti con gli occhi in una prima parte di adulti che raccontano ai bambini, e in una seconda parte con i ragazzini che hanno sentito e sono cresciuti con i Beatles, e con i ragazzini che non hanno conosciuto i Beatles però hanno vissuto il mito. Però io adesso passo la parola ai due che sono più importanti di me, vale a dire Silve e Gion, che possono raccontare meglio i loro Beatles o il loro modo di percepire i Beatles.
SILVER — Grazie. Allora, mi spiace deludervi, ma se pensate di trovarvi al cospetto di un esperto dei Beatles, siete fuori strada. Non sono assolutamente un esperto dei Beatles, però, come tutti quanti i ragazzi della mia età, li ho frequentati in qualche modo. Vieni [rivolto a Gion, n.d.t.], vieni, Gion, mi fai compagnia, grazie. Gion, Silver, Long... chi c'è? Beh, io mi ricordo un'estate del 1963, se non sbaglio, in cui mio fratello, che aveva... che ha tre anni più di me (io allora non ne avevo ancora 11, lui ne avrà avuti 13-13), se ne arrivò a casa con un 45 giri che era "Please Please Me" se non sbaglio, ma non mi ricordo più il lato B: era una cosa fantastica, una cosa che non avevo mai sentito. Sì, io da undicenne avrò ascoltato, che ne sò, "24mila baci" di Celentano, probabilmente queste cose qui, forse anche Elvis Presley, ma non avevo mai sentito un sound con un suono di quel genere. Quindi fu per me una rivelazione: in quei due pezzi, in quelle due canzoncine da due minuti, c'era veramente tutto quello che io sognavo, quello che avrei voluto per il futuro e tutto quello che mi sarebbe anche bastato per il futuro. Quindi è stato un grande innamoramento. Poi, più per scelta ideologica, ho tradito i Beatles e sono diventato stoniano. Perché sono diventato stoniano? Perché i Rolling Stones erano più brutti, sporchi e cattivi, per cui da adolescente volevo essere anch'io brutto, sporco e cattivo. Insomma, i Beatles erano un po' troppo ben pettinati, erano tutti quanti vestiti da Pierre Cardin e quindi io cercavo altro, cercavo la ribellione pura insomma, quindi ad un certo punto mi sono trovato costretto proprio dal mio stesso ambiente sociale a fare il tifo per i Rolling Stones. In realtà poi i Beatles li ascoltavo di nascosto e ho sempre continuato a preferirli ai Rolling Stones, anche se pure i Rolling Stones mi hanno sempre dato moltissimo anche loro, coi loro primi dischi soprattutto... Insomma, gli altri poi non sono stati altro che la ripetizione di quanto hanno fatto prima. Comunque i Beatles mi hanno accompagnato per tutta la vita e lo fanno ancora oggi. <e poi c'è stato un momento in cui un po'... questi vinili, questi CD che sono stati messi un po' da parte... Poi però ci ha pensato mia figlia, che un paio di hanni fa, a 16 anni, li ha scoperti e me li ha fatti riscoprire di nuovo, e quindi c'è stata un'altra fiammata insomma... e poi, se avremo tempo, vi racconterò.
GION — Se voi aspettate che io dica qualcosa... Allora, io sono venuto qua per vendere un libro... [e mostra il suo libro, n.d.t.] No... Vi dico il perché: io non sono Silver, che è famoso perché è l'ideatore di un personaggio che è stato diffuso; io sono l'autore di un personaggio che è sparito, perché il mio ingresso nel mondo dei fumetti è avvenuto nel 1966 ed è terminato nel 1967. Quindi sono uno che non appartiene al mondo dei fumetti. Qua poi... di che cosa si debba parlare? Bah, non lo so... Devo parlare necessariamente un po' di me, perché intanto nessuno mi conosce, non sono un personaggio pubblico. Devo parlare anche un pochino del personaggio "Gion", perché sono qui come autore di fumetti e di un personaggio che sicuramente voi non conoscete; è inutile che mi metta a commentare lo sconosciuto [si riferisce al suo "Gion", n.d.t.]. Allora, molto brevemente, io nel 1964 facevo cartoni animati, lavoravo in uno studio che faceva caroselli e conobbi i Beatles in quegli anni, con la copertina nera dell'album dove c'era su anche "Please Please Me". Nel 1965 mi misi a suonare in un complesso che si chiamava "I Balordi" e che aveva come repertorio i Rolling Stones, per cui cantavamo prevalentemente nel pomeriggio, perché lavoravamo; il sabato pomeriggio andavamo in centro, in un locale che è sparito, che era di fronte al Pips in corso Europa... si chiamava Copacabana... era un bar; il bar esiste ancora, ma sotto nello scantinato c'era questa sala da ballo e c'era pieno di ragazzini il sabato pomeriggio, e noi avevamo un repertorio rollingstoniano sostanzialmente. Nel 1965 io continuavo a fare i cartoni animati, ma alla fine del 1965 disegnai questo personaggio, che ha il cappello di John Lennon e che si chiamava "Gion". A voi non interessa, ma c'è un intreccio di cose, cioè che io mi chiamo Gianni, o meglio mi chiamavo allora Gianni, adesso mi chiamo Gianantonio all'anagrafe, ma allora il fumetto lo firmai come Gianni. Nella prima formazione dei Balordi c'era un altro Gianni che suonava la chitarra... eravamo due Gianni... io allora, in qualche modo, assomigliavo più a John Lennon dell'altro Gianni, per cui cominciarono a chiamare me John. Io feci il personaggino di "Gion" e lo chiamai "Gion" e lì ci fu un cortocircuito, perché poi alla fine io presi come soprannome "Gion", "Gion" scritto in questo modo [e mostra il titolo del suo libro, n.d.t.]. E questo personaggio fu pubblicato in una rivista giovanile che si chiamava "Ciao Amici": era una delle tre riviste per giovani, era la più conosciuta e anche la più bella; però ce n'era una romana che si chiamava "Big" e ce n'era un'altra milanese che si chiamava "Giovani". Questo personaggio, "Gion", è nato il 28 dicembre, l'ho disegnato verso gennaio, a marzo andai alla redazione di "Ciao Amici" e loro decisero di pubblicarlo; non solo, ma lo adottarono come personaggio, perché poi in giro per le pagine, al di là delle strisce a cui dedicarono una pagina con tre scrisce settimanali, il personaggino lo facevano girare un po' come... personaggio simbolo della rivista, in mezzo ai vari titoli. Il personaggio visse un anno su "Ciao Amici". Poi "Ciao Amici" chiuse. Però nel frattempo io nel 1966 smisi di fare cartoni animati e continuai a suonare e nel 1967 cominciammo ad incidere i dischi, quindi praticamente abbandonai anche la mia veste di disegnatore e mi diedi a fare... l'epigono dei Beatles... no! Perché poi di fatto noi avendo la presunzione fin da allora... che poi smettemmo subito, perché smettemmo definitivamente... di non... Ecco, ad esempio, una cosa che mi lascia perplesso è vedere, anche se comprensibilissimo, il proliferare di questa moda delle tribute band, di questi gruppi che si specializzano nel fare e rifare i vari gruppi. In Italia, se non sbaglio, di tribute band dei Beatles ce ne sono un'ottantina: ho visto l'altra sera uno che ne parlava, uno di una tribute band di Riccione, mentre invece dei Rolling Stones ce n'è la metà [si riferisce al programma "Scarafaggi e pietre rotolanti" andato in onda domenica 4 marzo 2007 su Rai Due, n.d.t.]. Allora, intanto, per quanto mi riguarda, e lo so che questo non vi interessa, io il fatto tra i Beatles e i Rolling Stones non l'ho mai avuto come opzione davanti, su cui in qualche modo dovermi dichiarare, perché non c'era... C'era certamente la percezione di essere di fronte a due gruppi diversi... E poi, non a caso, i Rolling, quando cominciarono ad uscire pubblicamente, si costruirono un'immagine diversa, perché altrimenti non sarebbero diventati i Rolling Stones. E quindi, mentre io vi sto parlando, ho già perso il filo da un po', per cui è difficile adesso che io riesca a dirvi qualcosa di collegato... Continuo con la chiusura. Allora: io nel 1967 suonavo e a quel punto eravamo partiti noi, eravamo noi i personaggi. Ma dove entrano i Beatles? Nel fatto che noi, come gruppo di sderenati, perché già il nome Balordi... immaginatevi... Però avemmo un anno concentratissimo, un anno in cui incidemmo un primo disco ed andammo in televisione. Ogni tanto mi viene di fare delle parentesi, dei passi indietro, perché quando si parla di Beatles nel 1966, si parla delle canzoni, si parla delle immagini, delle foto sulle copertine dei dischi, poi non c'era alro: ogni tanto usciva qualche articolo con delle foto in bianco e nero o a colori sulle riviste. Poi non è che noi avessimo a disposizione altro materiale su cui sollecitare la fantasia, perché non c'era! Eravamo sostanzialmente abbastanza poveri di stimoli: ve lo dico perché la settimana scorsa ho incontrato il nostro produttore, Luciano Giaccotto. Era il direttore di "Ciao Amici", che era la rivista su cui pubblicai le mie strisce, però a distanza di qualche mese divenne anche il produttore dei Balordi e si scoprì anche paroliere, per cui noi facevamo la musica, lui faceva le parole e noi incidevamo il disco. L'ho incontrato la settimana scorsa e mi ha regalato dei DVD di VHS riversate: allora io questa settimana mi sono guardato questi DVD e mi sono stupito nel vedere le facce degli Small Faces, degli Honeycombs, degli Hollies (non avendo i Kinks, gli Who, quelli più famosi, ma questi gruppi minori), perché noi avevamo sostanzialmente solo i suoni dei dischi pubblicati; e poi tutto il fermento che c'era in Inghilterra... C'era soltanto la radio straniera, la famosa radio pirata Radio Luxembourg, che trasmetteva e si sentiva la sera quando era più facile percepire le onde. Per cui i Beatles erano già un fenomeno mondiale, era già scoppiata la beatlesmania nel mondo: in Italia erano arrivati, ma sostanzialmente noi avemmo la possibilità di godere dei Beatles quando uscì nelle sale il film in bianco e nero "A Hard Day's Night", perché allora lì si vedevano in carne ed ossa, anche se in bianco e nero, ma si muovevano, si vedevano le facce, le espressioni... Quindi era una festa avere a disposizione tutto quel... Perché altrimenti dovevamo lavorare necessariamente di... lavoravamo sulle canzoni, non è che... Le canzoni sono uno dei motivi per cui i Beatles sono diventati i Beatles, per cui non è che fosse un fatto secondario: le canzoni erano tra l'altro bellissime, ma vi sto parlando del 1966, quando ancora ne dovevano arrivare di bellissime a decine e decine. Va bene, smetto perché effettivamente... No, volevo dire dove entravano i Beatles, invece, per quanto riguardava la mia breve escursione nel mondo dei cartoni animati, poi dei fumetti e poi del mondo beat. Allora: noi facemmo dei dischi, incidevamo delle canzoni e pretendevamo (e la casa discografica ce lo consentì) fossero nostre. E questo l'ho scoperto come... o al meno lo ritengo un fatto significativo da quando qualche anno fa ho cominciato a ripensare a questa esperienza di quarant'anni fa; e effettivamente, se c'è un merito che si può ascrivere a quel complesso sparito dei Balordi, è che copiò i Beatles nel monfo vero, cioè si cimentò con canzioni che non erano dei Beatles, così come invece, purtroppo, ma non per colpa dei gruppi italiani, per convenienza (io non sono esperto e non sono mai andato ad intervistare i Dik Dik, piuttosto che altri complessi) le case discografiche avevano comprensibilmente interesse a far uscire canzoni che erano già dei successi internazionali. Allora c'era questa cosa stranissima, per cui in Italia non arrivavano i dischi in tempo diretto, ma c'era un ritardo di qualche mese e questa cosa evidentemente era programmata dalle case discografiche, che avevano invece come strategia quella di far uscire il successo in italiano quel tanto prima per bruciare poi l'uscita dell'originale. E su questa logica si sono fatti grandi i gruppi italiani. Noi [i Balordi, n.d.t.] invece non ci siamo fatti grandi, ma sicuramente, se mai fossimo riusciti a sfondare, saremo diventati più grandi come merito, diciamo, perché avevamo seguito coscientemente un'altra strada, che era quella di cimentarsi in cose nostre, cose che fecero tutti: i Beatles erano il riferimento, perché erano effettivamente i più bravi, erano bravissimi come ideatori di linee melodiche, erano affascinanti come figure, perché erano quattro che si imponevano per la simpatia, per il fatto di trasmettere comunque un senso di gruppo. Uno dei più famosi era Ringo Starr, che ora è sparito, è il più insignificante, mentre invece nel 1966 Ringo Starr era un personaggio strepitoso, perché aveva una grandissima comunicativa, era sempre sorridente. E tutti e quattro i Beatles erano davvero dei personaggi di per sé. Allora, torno al fatto che la settimana scorsa Giaccotto mi ha regalato questi DVD, che mi sono visto:ci sono dei gruppi che non hanno sfondato (ma lo si vede anche oggi), perché si vede l'impiegatina o l'operaio o l'altro preso al supermarket e li hanno messi lì e li hanno fatti suonare. Cioè qusta cosa qui invece i Beatles l'hanno sempre superata in modo immenso, perché erano effettivamente bravi come ideatori di musiche, bravi come costruttori di immagine e quindi erano loro il riferimento. Quelli che li hanno seguiti, in qualche modo si sono dovuti differenziare, ma seguendo questa strada, cioè, come è scritto nelle memorie del manager dei Rolling Stones, Andrew Loog Oldham, che dice che a un certo punto si è imposto di fronte a Mick Jagger e Keith Richards dicendo: adesso voi vi mettete lì e dovete scrivere una canzone vostra; perché erano già entrati in classifica con una canzone di Lennon-McCartney, "I Wanna Be Your Man", però a quel punto Oldham ha imposto loro di... E questo è un passaggio cruciale, essenziale. Poi a mio avviso Jagger e Richards hanno dimostrato di avere una fantasia immensa anche loro, peché hanno scritto anche loro circa 300 canzoni, più di duecento di sicuro. Ma nel momento in cui Oldham gli ha detto "mettetevi lì e fate le canzoni", vuol dire che proprio non le stavano facendo e probabilmente non ci stavano neanche pensando. Ma se non scatta quella differenza lì, cosa che è successa per tutti i gruppi inglesi (i Kinks sono diventati grandi come loro, perché avevano... Ray Davies... e così tutti i gruppi che sono diventati famosi). Ecco, noi Balordi in qualche modo volevamo seguire questa strada. Poi dopo io l'ho interrotta, perché nel 1968 ho fatto il servizio militare e dopo ho cominciato a fare altre cose che c'entrano ancora meno con la giornata di oggi, per cui non ho più niente da dirvi. Ah, devo vendere questo... [ed alza il suo libro, n.d.t.]
FABIO SCHIAVO — L'idea era questa, far parlare due persone distanti sull'argomento e quindi la stessa domanda la possiamo voltare: quanto erano e quanto sono personaggi da fumetto i Beatles o quanto non lo sono? A Silver, ovviamente, per la copertina di un "Almanacco del rock" di "Lupo Alberto" del 1993 e per un disegno fatto per un libro dedicato al concerto di Milano (io ricordo il concerto di Milano), dove ci sono i Beatles con i vestiti di Pierre Cardin, gli strumenti precisi dell'epoca, Rickenbaker ecc. Ed invece a Gion, perché li ha disegnati in un'altra maniera. Quindi, ecco, capire come entrambi li hanno percepiti e quanto sono i Beatles personaggi, scusatemi il termine, fumettabili.
SILVER — Per noi (che facciamo un mestiere che, rispetto alla cultura ufficiale, alla cultura importante quella comunque in cui scorre anche del denaro, è un mestiere abbastanza marginale) è chiaro che il fatto di saccheggiare i miti e le varie icone che la cultura produce è un fatto inevitabile, insomma. Quindi è chiaro che è toccato anche ai Beatles. Non so chi di voi conosca ad esempio quella serie televisiva a cartoni animati di Hanna e Barbera con proprio i Beatles: molto carina, molto bella e anche molto divertente, anche perché nel doppiaggio originale le voci erano fatte molto bene [simili alle voci originali dei Beatles, n.d.t.] e quindi era molto divertente. Allora sì, sembrava un po' lo sfruttamento di una situazione, di un successo monetario; invece, rivedendoli oggi, attraverso questa cosa molto semplice si possono anche recuperare i costumi di allora ed anche la società di allora. Io adesso mi sono trovato nella necessità di fare una copertina di un "Almanacco del rock" ed ho preso la copertina di "Sgt. Pepper's..." e l'ho fatta in chiave fumettistica, nel senso che, se nella copertina di "Sgt. Pepper's..." ci sono le varie icone del secolo passato ed anche di quello precedente (Karl Marx, Marilyn Monroe, ecc.), io ho messo invece le mie icone, che poi sono i personaggi dei fumetti (c'è dentro Corto Maltese, Zanardi, Topolino) e mi sono posto il solo problema se poi i propietari dei diritti di questi personaggi non si sarebbero poi magari incazzati. La cosa non successe e è venuta fuori questa copertina che si può vedere qui alla mostra dei Beatles: è molto carina e mi sono molto divertito a farla. Poi è ovvio che ho fatto anche altri omaggi ai Beatles, appunto con queste immagini sparse per questo o quel libro. Mi ricordo anche che a 14 anni, forse anche a 13, mi ero messo a disegnare, proprio sui quaderni di scuola, una striscia in cui c'erano ben cinque personaggi coi capelli lunghi: allora era una cosa abbastanza inconsueta; c'erano questi cinque personaggi con i capelli lunghi, che scendevano da un elicottero e che somigliavano moltissimo ai Rolling Stones: li volevo rendere protagonisti di storie avventurose, con intrecci più o meno polizieschi. La cosa si è poi fermata alla seconda o terza pagina.
GION — Allora, io invito poi ad andare a vedere le vignette, perché c'è questo imbarazzo di parlare di qualcosa che non si sa poi di fatto... Il fumetto "Gion" alla fine consistette in 118 strisce che furono pubblicate: di q