ARCHIVIO NEWS

 


 

 

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B.D.I.A NEWS  - GENNAIO 2007

 

LIVERPOOL 2007 - 2008

 

MANDA I TUOI AUGURI A LIVERPOOL PER I SUOI 800 ANNI CON TAKEAFLYER

www.happybirthdayliverpool2007.co.uk

 

Abbiamo incontrato a Liverpool l'amico Steve Barnes durante il party per i 50 anni del Cavern.

Steve che gestisce "From Me To You", un super negozio di "cose beatlesiane" ai Cavern Walks a Mathew Street (www.beatlevillage.co.uk), : www.takeaflyer.co.uk ha avuto la bella idea di aprire un sito web www.happybirthdayliverpool2007.co.uk attraverso il quale stimolare la gente di tutto il mondo ad inviare, per tutto il corrente 2007, i propri auguri alla città di Liverpool per i suoi 800 anni. Steve e Jane mettono a disposizione 800 T-shirts, fino ad esaurimento scorte, per coloro che risponderanno all'appello, ma anche per chi visiterà il negozio durante l'anno. Noi vi suggeriamo di farlo con noi durante la Beatle Week dal 22 al 28 agosto.

 

IL  CAVERN CLUB DI LIVERPOOL HA COMPIUTO 50 ANNI!!!

PARTY ESCLUSIVO CON OSPITI E MUSICA NON-STOP FINO ALL'ALBA

 

Martedì 16 gennaio è stato celebrato a Liverpool il 50° anniversario dell'apertura del "mitico" Cavern Club dove più di 40 anni fa ebbe inizio la favolosa storia dei Beatles, considerati la più grande band di tutti i tempi. I Beatlesiani d'Italia Associati hanno partecipato con grande soddisfazione al Party esclusivo con ospiti incredibili e musica fantastica "non-stop" da mezzogiorno fino alle 3 del mattino successivo. L'evento è stato organizzato per la grande occasione dalla Cavern City Tours diretta da Dave Jones e Bill Heckle che attualmente gestisce il locale musicale "più famoso del mondo".

 

Prima della grande kermesse, nel corso di una breve cerimonia, è stata scoperta una grande targa con foto dell'epoca, sul sito dell'antico ingresso del Cavern, dove i Beatles tennero quasi trecento concerti, all'inizio della loro favolosa carriera artistica.

Puntualissimi alle 13, ovvero all'1 p.m., THE MERSEYSIPPI JAZZ BAND;  sì, proprio la stessa band che 50 anni fa tenne il primo concerto al Cavern, ha avuto l'onore di aprire ufficialmente il magico party! Poi, uno dopo l'altro, fra gruppi storici, ma anche incredibili bands, formate da giovani, bravissimi musicisti si sono avvicendate, fra la Room 1 dove di trova il palco sormontato dalla celebre volta in mattoni, alla Room 2, sul palco della quale il 14 dicembre 1999 Paul McCartney si esibì con David Gilmore & Friends in un indimenticabile concerto.

Vogliamo ricordare tutte le bands che hanno partecipato all'evento sotto la direzione tecnica di Ray Johnson. Avremmo voluto dedicare loro molto più spazio, ma eccole qui: TIM SHAW, ALEX McKECHNIE AND FRIENDS, GARY MURPHY BAND, KARL LORNIE, FLASHBACK, ZEBRA THREE, THE CAVERN JAM SESSION, RINGER AND TRIPPER (gruppo storico con il quale suonerà presto Danny Laine mitico chitarrista dei Moodie Blues che fondò con Paul McCartney i Wings e vi suonò per molti anni. Proseguiamo con: IDOL MINDS, THE GRACE, THE SHAKERS, THE MERSEYBEATLES gruppo incredibile che esegue tutta la  musica del Merseyside "prima dei Beatles". Poi: SOUNDS OF THE SIXTIES, LENNONS MAGIC ELBOW, THE BERYL MARSDEN (cantante bravissimo) BAND, NEVILLE SKELLY, THE PRELLIES, THE BLUE NEANIES, THE MAGS,

PHIL JONES AND THE BLUETONES, REASONS TO LIVE, THE KLUBBS, KAPPA BAND un batterista, un bassista e un Paul Kappa da urlo, che suona la chitarra in maniera indescrivibile! Bravo! Bravo! Bravo!....anche a cantare!  E per finire THE BLACK VELVETS. Ma la grande sorpresa è stato il concerto di Richie Havens il "mitico" cantante e chitarrista folk afroamericano, noto soprattutto per la sua particolare pennata vigorosa e veloce, e per il suo incredibile senso del ritmo. Nel  1969, Havens fu il primo artista a salire sul palco dell'indimenticabile Festival di Woodstock in America. Fu accolto con applausi scroscianti e continuò a suonare bis fino a esaurire tutto il proprio repertorio. Alla fine, decise di improvvisare una versione del brano Motherless Child con l'aggiunta della parola "freedom" ("libertà") ripetuta ad infinitum. Questo brano diventò un successo internazionale. Nel 1993 suonò al concerto in onore del presidente Bill Clinton.

Havens scrisse relativamente poche canzoni, registrando soprattutto cover di brani di Dylan e dei Beatles. John Lennon disse di Richie Havens: "He plays a pretty funky guitar."

Ma torniamo al Cavern dove Bill Heckle e Dave Jones hanno fatto gli onori di casa con ogni genere di bevande per brindare a quel 50° compleanno in compagnia di personaggi come Julia Baird Lennon, sorella del grande John, con la quale il sottoscritto ha anche ballato un paio di scatenati Twist e Rock 'n' roll. Il giorno dopo Julia era a Londra a per il suo nuovo libro "Imagine This" che sarà pubblicato il 2 febbraio prossimo. C'erano Rod Davis, Colin Hanton e Len Garry dei Quarry Men che torneranno a Liverpool il  6 luglio per celebrare il loro memorabile concerto all'oratorio di St.Peter dove John Lennon che suonava con loro conobbe Paul mcCartney. C'era anche Farrod dei BIG THREE  poi divenuti FLAMINGOS, c'era LEE CURTIS, Jeff degli UNDERTAKERS e poi ROAG BEST in rappresentanza di Pete suo fratello che suonò la batteria con i Beatles in tutti i concerti del Cavern. Pete era assente per "ovvie" ragioni. C'era il grande GEOFF BAKER, personal assistant di Paul McCartney in tutti I suoi tour mondiali. Ora Geoff è manager di una band inglese molto quotata. C'era anche Sam Leach il primissimo manager dei Beatles, prima ancora di Allan Williams. C'era anche COLIN l'attuale custode di Mendips; la casa natale di John Lennon; ora monumento nazionale del National Trust. C'era anche Bob Bartey, sosia ed interprete di Paul McCartney che venne lo scorso anno a Milano con I suoi Band On The Run invitato a Milano dai Beatlesiani d'Italia Associati per la Notte Bianca del 18 giugno. A proposito c'era anche la moglie di Mike McCartney fratello di Paul. C'era il manager dell'"Hard Day's Night Hotel" che aprirà ad ottobre per la gioia dei fans e tanti, tanti altri graditi ospiti. Ma non voglio dimenticare che prima di scendere le tortuose scale del Cavern mi sono incontrato al bar con Eddie Clein, ex sindaco di Liverpool ed ora Consigliere Comunale per la ricostruzione e l'abbellimento della città, che ora è tutta un immenso cantiere, anche in previsione delle celebrazioni ad agosto, dell'800 anniversario della sua fondazione; ma soprattutto per il 2008 quando Liverpool sarà Capitale Europea della Cultura. Conobbi Eddie Clein a Palermo in occasione dell'intitolazione di una piazza a John Lennon e da allora siamo rimasti amici; ed anche con sua moglie Pam e suo figlio Richard. L'altra mattina a Liverpool, dopo tanti anni di collaborazione ai Beatles' festivals, abbiamo, così, messo nuove basi per un coinvolgimento italiano anche in queste imminenti e appassionanti vicende. Vedremo...

 

Rolando Giambelli

 

IL  CAVERN CLUB DI LIVERPOOL (The Best of Cellars) - LA STORIA

 

Where it all began", sta scritto sulla porta del Cavern Club al numero 10 di Mathew Street nel cuore di Liverpool. "Dove tutto ebbe inizio"... sembra una citazione biblica, ma è la sintesi di una rivoluzione musicale che ha invaso il mondo, esplosa proprio qua sotto. Da quella vecchia cantina decrepita, uscirono come per magia i Beatles che vi suonarono 274 volte per poche sterline in un'atmosfera umida e fumosa... Ma per coloro che vi scendono esso è il centro dell'universo!

 

Esattamente 50 anni fa, il 16 gennaio 1957, a quello stesso indirizzo grazie ad Alan Sytner nasceva il Cavern, uno scantinato predisposto per l'esecuzione e l'ascolto della musica Jazz, prima di diventare il trampolino di lancio per la più grande band di tutti i tempi: i Beatles! Oggi come allora entrare in questo locale che viene considerato ormai il Club più famoso del mondo, per gli amanti del pop è sempre una grande emozione. Di qui sono passate infatti, oltre ai Fab Four, grandi star come: Eric Clapton, The Kinks, Status Quo, Rod Stewart, Jimmy Page, The Who, I Queen, Elton John, Stevie Wonder, Gene Vincent, Chuck Berry, The Merseybeats, The Animals, Wishbone Ash, Andy Summers, Gary Glitter, Moody Blues, Badfinger, Temptations, Hollies, Searchers, Edwin Starr, Wilson Pickett, Ben E King, The Shadows, The Drifters, Hawlin Wolf, John Lee Hooker, Robert Palmer, Steve Winwood, Joe Cocker, Gerry & The Pacemaker, Thin Lizzy, Oasis, Rolling Stones...anche chi scrive ha avuto il privilegio e la soddisfazione di suonare in questo mitico Cavern. Ma vediamo un po' la storia di questo locale che nel corso degli anni ha subito profondi cambiamenti, pur lasciando inalterato il fascino che trasuda da quelle mura umide e fumose impregate della più bella musica Rock mondiale.

Oltre ai musicisti jazz nel Cavern, infatti, dopo che ALAN SYTNER aveva ceduto il locale a Ray McFall si esibivano anche i gruppi che proponevano lo "Skiffle" una sorta di jazz e hillbilly rimaneggiato in modo "britannico" nato sulla scia del successo di Rock Island Line cantata nel 1956 da Lonnie Donegan che fece impazzire i teenagers inglesi di quel periodo. Lo Skiffle, suonato all'inizio con vecchie chitarre, un'asse per lavare (washboard) e un improbabile manico di scopa infilato in una cassa di legno con una corda di basso tesa in alto, stimolerà rapidamente la formazione di una miriade di band sempre più evolute che porteranno al Merseybeat: un genere rock prettamente inglese! Esso avrà la sua capitale proprio a Liverpool e la sua massima diffusione al Cavern. Nel 1957 John Lennon vi fece la sua prima apparizione con il suo primo gruppo chiamato The Quarry Men Skiffle Group. Una settimana prima Ringo Starr suonò con the Eddie Clayton Skiffle group. Paul McCartney non suonerà al Cavern fino al suo debutto con i Quarrymen il 24 gennaio 1958 e George Harrison dovrà attendere il fatidico 9 febbraio 1961 per farvi la sua prima apparizione con i Beatles.

Il 25 maggio 1960 il Cavern aprì, comunque, i battenti ai gruppi "Beat". Il primo ad esibirsi fu proprio quello di Rory Storm & The Hurricanes, con Ringo Starr alla batteria, che molto più avanti nell'agosto 1962 sostituirà Pete Best nel gruppo dei Beatles. Sembrerà buffo, ma in quel periodo i Beatles non erano considerati dei professionisti, quindi non venivano ingaggiati volentieri per suonare al Cavern, se non fino al loro trionfale ritorno dalle performances di Amburgo. Dalla loro prima apparizione alla loro ultima esibizione al Cavern che avvenne il 3 agosto 1963 i Beatles vi suonarono per quasi trecento volte. Durante queste performaces i Beatles stabilirono il loro primato su tutte le altre Rock-Band della città. Memorabili sono le lunghe code dei fans che si formavano all'esterno del Cavern. Fu qui che i Beatles il 9 novembre 1961 durante un loro concerto conobbero Brian Epstein. "Eppy", così lo chiameranno i Beatles, sarà il loro futuro manager che assicurerà loro un contratto discografico con la EMI. Egli avrà il grande merito di lanciare la band in vetta al successo grazia anche al mitico produttore George Martin. Fra il 1961 e il 1962 altri ottimi gruppi si esibiranno al Cavern: Gerry and the Pacemakers, the Swinging Blue Genes, Rory Storm and the Hurricanes, the Big Three, King Size Taylor, the Searchers e the Chants. Intanto Bob Wooler, che nel 1962 aveva rilevato la gestione del Cavern da Ray McFall, si convinse a farvi suonare artisti importanti; e così il grande Gene Vincent con i Beatles citati sullo stesso cartellone vi debuttò il 1° luglio 1962 e dopo di lui...il Mondo! Il Cavern aveva pochissimi e spartani comfort, le basse arcate in mattoni che sovrastavano le tre navate illuminate da fioche lampadine erano cariche del sudore della folla urlante e l'aria era irrespirabile; ma il tutto, mescolato al battere della musica a tutto volume, produceva una magica miscela esplosiva! Tutto stava andando per il meglio fino a quando a causa di scelte ed investimenti sbagliati, ma anche per un declino che sembrava inarrestabile di tutta Liverpool, oltre che la "fuga" dei Beatles e delle migliori bands di quell'area verso Londra...e il mondo, che Bob Wooler fu costretto a chiudere il 27 febbraio 1966 per alcuni mesi. Poi avvenne il miracolo: il 23 luglio di quell'anno, il Primo Ministro Harold Wilson in persona, che era grande fan dei Beatles, si recò a Liverpool alla riapertura trionfale del Cavern. I Beatles divenuti ormai "The Fab Four" gli inviarono un telegramma di ringraziamento. Ma un'altra batosta doveva ancora arrivare...! Il "mitico Cavern" chiuse definitivamente nel 1973. Il fatto è che il cantiere per la metropolitana che doveva passare vicino al locale aveva bisogno dei condotti per l'aria che uscivano proprio da li; ma della metropolitana non se ne fece più nulla e tutto restò fermo per anni. Poi, come se non bastasse, per rinforzare le fondamenta di alcuni edifici circostanti; o forse per costruire un parcheggio, venne demolita anche una parte del Cavern originale. Solo all'inizio degli anni '80 si pensò di recuperare il mitico locale che fu riaperto il 26 aprile 1984. Fortunatamente erano stati salvati, conservati e poi trattati più di 15.000 mattoni dell'antica struttura e delle belle arcate che erano rimaste quasi intatte. Il Cavern Club è oggi ricostruito "tale e quale" sullo stesso identico spazio, solo due rampe più in basso, e allo stesso indirizzo di allora e, come allora, continua a fare sognare anche le nuove generazioni. Qualcuno scetticamente per molto tempo ha detto del Cavern che "non era più come prima" e forse avevano ragione; ma l'indimenticabile performance di Paul McCartney e della sua fantastica band con David Gilmore & Friends che lo accompagnò il 14 dicembre 1999 nel suo ultimo concerto del XX secolo, ha restituito al Cavern Club la "riconsacrazione" ed il giusto riconoscimento di Paul e del Mondo di "Club più famoso sulla Terra". Ora, grazie alla rinascita di Liverpool, ogni giorno più bella, che si prepara a festeggiare quest'anno gli 800 anni di fondazione, ad essere Capitale della Cultura nel 2008, ma soprattutto per la prossima International Beatle Week, promossa ad agosto dal Cavern City Tours e da Bill Heckle e Dave Jones gli appassionati attuali proprietari del Cavern, giungeranno a Liverpool tanti turisti, gruppi e fans dei Beatles da tutto il mondo che incessantemente si daranno convegno stipati come sardine, oggi come allora, in quella cantina caldissima, umida e fumosa, ma tanto bella!

 

Rolando Giambelli  

 

 

 

 "JOHN" IL LIBRO DI CYNTHIA LENNON ORA IN ITALIANO

 

Finalmente tradotto anche in italiano JOHN di Cynthia Lennon  edito da Coniglio Editore per la collana "Soundcheck" il libro di 380 pagine al prezzo di copertina di € 24 è finalmente disponibile a più di un anno dalla presentazione a Londra e Liverpool. Un libro assolutamente da non perdere!!!

Descrizione«Per troppo tempo mia madre ha accettato di essere relegata al rango di una specie di sbuffo di fumo nella vita di papà: questo, semplicemente, non è vero, ed è venuto il momento di dire le cose come stanno.» (Julian Lennon) Un ritratto duro e sincero fino alle lacrime, in cui Cynthia Lennon va fondo dei suoi ricordi più veri e intensi, raccontando in prima persona la sua storia con John dagli anni in cui, nella fredda Liverpool, nasceva il sogno dei Beatles fino allo scontro con le droghe e gli egoismi, e alla dolorosa rottura del rapporto. Tra le pagine emergono particolari assolutamente inediti, a e a volte inquietanti, sulla vita privata di John Lennon e degli altri membri del gruppo.

 

 

 

RICORDANDO
GEORGE HARRISON
A 5 ANNI DALLA MORTE

 

ROCKFILES Live
Lunedì 27 Novembre, ore 21
Salumeria della Musica
Via Pasinetti, 2 - Milano

 Featuring
THE BEAT APPLES
Rolando GIAMBELLI (Beatlesiani d'Italia Associati)
Mark HARRIS
Rodolfo MALTESE (Banco del Mutuo Soccorso)
Folco ORSELLI
Aldo TAGLIAPIETRA (Le Orme)

Los Angeles, 29 novembre 2001: allo UCLA Medical Centre, dopo sei mesi di lotta contro il cancro, muore George Harrison. Aveva 58 anni.
Milano, 27 novembre 2006: a 5 anni di distanza dalla morte, Ezio Guaitamacchi insieme a un gruppo di musicisti, scrittori, giornalisti e appassionati ha dedicato una puntata speciale dei suoi ROCKFILES alla musica, all'arte e alla poetica del "Beatle quieto". 
Oltre agli ospiti già citati anno partecipato anche tre grandi musicisti del rock progressive, che spesso si sono avventurati su sentieri beatlesiani: Rodolfo Maltese del Banco Mutuo Soccorso, Aldo Tagliapietra de Le Orme e Mark Harris (che ricordiamo, ad esempio, al fianco di Toni Esposito nei suoi primi album dei '70 "Rosso Napoletano", "Processione sul mare"...) 
Nel corso del programma, le più belle canzoni di Harrison (da "Something" a "Here Comes The Sun") sono state intervallate da racconti, storie e aneddoti.
Prima della registrazione del programma radiofonico, Michelangelo Iossa ha presentato il libro "Le canzoni di George Harrison" (Editori Riuniti)

ROCK FILES Live è in onda tutti i martedì alle 18.30 su Lifegate Radio

 L'ingresso per la serata "Ricordando GEORGE HARRISON" presso 
La Salumeria Della Musica (Via Pasinetti 2 ang. Via Ripamonti - Milano) 
di Lunedì 27 Novembre è stato gratuito. Pedr le prossime puntate si accede solo previa prenotazione scrivendo a rockfiles@lifegate.it

 

 

 

A DAY IN THE LIFE - La storia del rock minuto per minuto

 

È questo il titolo del nuovo libro di Enzo Gentile, pubblicato da Editori Riuniti per la collana "Momenti Rock" e presentato nel negozio Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano lo scorso mercoledì 24 gennaio. Insieme all'autore ed a Ezio Guaitamacchi (direttore della divisione Musica di Editori Riuniti) hanno partecipato all'evento EUGENIO FINARDI, ALBERTO FORTIS, RICKY GIANCO, SHEL SHAPIRO e FABIO TREVES.

L'autore Enzo Gentile è un noto giornalista, che ha iniziato la propria attività nelle prime radio libere nel 1975, per passare poi alla carta stampata. Alterna il proprio lavoro fra quotidiani e riviste musicali specializzate, ha pubblicato tanti libri ed ha partecipato e fornito la propria consulenza a decine di trasmissioni RAI, conferenze e mostre sulla grafica e sulla storia della musica. Si dedica anche all'insegnamento e alla cura di rassegne come "Suoni e Visioni" ed il "Mantova Musica Festival".

La musica rock ha da poco compiuto cinquant'anni. Per celebrare mezzo secolo di avventure musicali, questo vero e proprio almanacco racconta, anno per anno, giorno per giorno, storie, aneddoti e fatti principali, i concerti leggendari e le più importanti uscite discografiche, le morti celebri e tutto quanto ha segnato mezzo secolo di storia e costume della società moderna attraverso la sua colonna sonora più significativa. Vi sono indicate tutte le date e gli avvenimenti epocali nel più completo almanacco del rock mai pubblicato in Italia. Il tutto illustrato con fotografie a colori.

Questo libro contiene la più grande ed esauriente raccolta di notizie mai operata in Italia nel campo della musica pop-rock, nazionale e internazionale. Dal 1954 ai giorni nostri, una minuziosa ricerca su avvenimenti grandi e piccoli, sui maggiori artisti, sui gruppi più celebrati, ma anche sulle meteore, su quei personaggi che hanno illuminato solo a sprazzi il mercato della musica: "A Day In The Life" prova a ricostruire in ordine cronologico, anno dopo anno, mese per mese, tutto quanto di rilevante, fondamentale o anche solo curioso e bizzarro è accaduto nel campo del pop-rock, con i naturali sconfinamenti, che consentono di abbracciare altri generi, dal jazz alla canzonetta leggera.

Una mappatura del mercato, ma anche un modo per risalire al costume e ai gusti, ai consumi e alle mode che in campo musicale hanno attraversato quest'ultimo mezzo secolo (abbondante): si parla di classifiche, dischi pubblicati, festival, rassegne, tournée e di un'intera galassia di suoni con i relativi protagonisti, dalle gesta dei pionieri del rock 'n' roll a quelle dei discussi eroi del rap e dell'hip-hop, passando per un'ampia sezione dedicata agli artisti italiani.

Non tutto, ma di tutto, per una mole sconfinata di segnalazioni e relazioni, di notorietà conclamata, ma anche sotterranea, fino ad abbracciare la cronaca rosa, per raccontare come in un enorme puzzle la storia e le storie della musica che ci ha accompagnato da cinquant'anni a questa parte. Ad integrare questa panoramica, anche un excursus sulla "vita che gira intorno" alla musica, una ricca selezione fotografica e una lunga appendice per riassumere le date di nascita, e quelle della scomparsa, di migliaia di musicisti, responsabili della colonna sonora dei nostri tempi. Il libro dei fatti della musica: tutto quello che avreste voluto sapere sul pop-rock e non avete mai osato chiedere.

 

 

 

 

TONY LEVIN dal vivo presso Verona

 

 Il grande bassista Tony Levin suonerà il prossimo venerdì 16 febbraio a Bosco di Sona, in provincia di Verona, presso il music hall "Le Klub Auditorium", che ha preso il posto dell'ex "Trend" (nome definitivamente archiviato) in via Gramsci al n° 1. È un evento in esclusiva 
con California Guitar Trio;
l'inizio è  previsto alle ore 22:30; apertura porte ore 22:00; ingresso 20 euro. Prevendite Box Office (Tel. 045-8011154).

Il locale cambia definitivamente nome e si ripresenta con una programmazione completamente rinnovata. Ogni singola serata assume un nome diverso e la musica dal vivo sarà protagonista ogni venerdì con il nome "Le Klub Auditorium". Ogni venerdì passeranno dal locale musicisti veronesi di ogni genere (pop, rock, ska, rock'n'roll, metal, elettronica), con serate dedicate ai singoli genere, mini party ed eventi con artisti nazionali ed internazionali. È questo il caso dell'apertura che si è svolta venerdì 12 gennaio con la serata "reggae vs drum'n'bass"; invece venerdì 2 febbraio ci sarà il ritorno a Verona di Bugo.

Venerdì 16 febbraio ci sarà l'evento di richiamo assoluto: arriva niente meno che Tony Levin, riconosciuto tra i migliori bassisti al mondo! Ha suonato con King Crimson, Liquid Tension Experiment e fa parte della band che accompagna stabilmente Peter Gabriel. A Le Klub Auditorium sarà insieme ai California Guitar Trio, virtuosi della chitarra acustica. 
L'ingresso ai concerti de Le Klub Auditoium è sempre di 5 euro, mentre gli eventi di richiamo variano. I biglietti per il concerto di Tony Levin & California Guitar Trio saranno di 20 euro.
In arrivo altri grandi artisti a marzo e serate particolari, che vedranno tornare a Verona artisti italiani acclamati nell'underground e artisti di richiamo nazionale mainstream. Informazioni alla stampa;
Fabio Fila 
Mob. 347-9330460 
e-mail: comunicazione@musicalive.ws
Informazioni per il pubblico: leklub@email.it

Per arrivare 
SS per Peschiera. Dopo semaforo Bosco di Sona, avanti 300 mt, a destra prima di In's Mercato.

 

 

 

 

 

REVOLUTION (Storia del White Album dei Beatles)

 

Il libro di David quantico "Revolution - Storia del White Album dei Beatles", Ediz. Il Saggiatore, è stato presentato a Milano presso la casa editrice "Il Saggiatore" in via Melzo 9 con un concerto beatlesiano curato da B.D.I.A. e con la partecipazione di un pubblico entusiasta.

Il libro, in vendita al prezzo di € 19.00, è dedicato quindi all'anno 1968: i componenti del più importante gruppo pop del mondo stavano già insieme da oltre dieci anni. Avrebbero resistito ancora per meno di due, preferendo in seguito dedicarsi a nuove esperienze creative da esprimersi individualmente. Unico album doppio dei Beatles, l'album bianco fu realizzato in sessioni di registrazione separate, tra insofferenze e malumori, eppure il risultato è un'ulteriore, straordinaria dimostrazione del genio dei quattro musicisti. Costruito su basi di assoluta libertà artistica ma con un solido telaio rock'n'roll, l'album bianco è insieme sinistro e divertente, d'avanguardia e tradizionale, sognante e aspro. Il libro ne analizza le canzoni, ne racconta i retroscena, ripercorre la vita dei suoi artefici e delle loro compagne (rendendo giustizia a Yoko Ono). Ma rivisita anche gli eventi storici cruciali, il clima culturale e il fecondo panorama musicale sul finire degli anni sessanta, non disdegnando di spiegare come fu possibile che un capolavoro musicale divenisse fonte di ispirazione per lo psicotico omicida Charles Manson.

 

 

 

 

BEATLESLENNON "REMEMBERED"

di Furio Sollazzi

 

In Dicembre 2006 si sono tenuti due concerti in memoria di John Lennon, l'ex-Beatle assassinato a New York l'8 Dicembre del 1980. Sono passati ormai 26 anni da quella tragica morte, ma la sua memoria è vivida nel ricordo delle generazioni che l'hanno conosciuto ma anche di quelle che sono venute "dopo" e che hanno saputo apprezzarne il genio musicale e lo spirito rivoluzionario e pacifista.

Il primo si è svolto a Brescia il 7 dicembre scorso, nella nuova struttura polifunzionale sorta nel Parco Ducos 2, organizzato dai Beatlesiani Associati d'Italia. Dalle 17 del pomeriggio sino alla mezzanotte, numerosi gruppi e solisti si sono alternati sul palco della manifestazione. Tra questi, Tolo Marton e i pavesi Back To The Beatles, che hanno così presentato al popolo dei beatlesiani, il loro nuovo chitarrista Stefano Bergonzi.

Come nel resto del mondo, anche a Pavia si tiene tutti gli anni un concerto, il Lennon Memorial Concert, che, giunto ormai alla sua 14ª edizione, ricorda e ripropone le musiche di questo straordinario musicista: domenica 10 dicembre, al Boschetto di Torre d'Isola (Pavia),  organizzato e diretto da Furio Sollazzi (vale a dire, il sottoscritto), con il patrocinio dei Beatlesiani D'Italia Associati, l'appuntamento si è rinnovato ancora una volta.

Il numeroso pubblico, ormai avvezzo agli orari "controcorrente" della manifestazione, alle 21 aveva già ordinatamente occupato tutti i posti disponibili per un il concerto che è iniziato regolarmente mezz'ora dopo. Quest'anno il livello musicale è stato davvero "alto", così come il numero dei partecipanti (ben 15 tra solisti e gruppi). Il ritmo serrato e la qualità delle esecuzioni hanno prodotto uno spettacolo avvincente, divertente e interessante. Arrivati dalla Svizzera, da Torino, Milano, Brescia, Reggio Emilia, Parma e, ovviamente, Voghera e Pavia, i vari musicisti si sono ritrovati in questa specie di "famiglia universale", scambiandosi dischi, foto, confrontando i propri strumenti vintage, trasformandosi essi stessi in pubblico attento per l'artista di turno sul palco.

Si è passati dal Beat "puro" dei Back To the Beatles, Trifflers, Feedback, 909, Beat Barons (un inglese, uno scozzese, un americano e un italiano) a quello più rock (The June, Abbey Band), dall'acustico del duo svizzero Marco Zappa & Marco Marchi  e di Giovanni Scarpanti e Arianna all'elettronico di Boris Savoldelli e Andrej Kutov, dai vocalismi dei Sacher Quartet al jazz del bravissimo hammondista Alberto Marsico.

Giampiero Lecchi, il chitarrista dei 909, aveva portato una robusta sezione della sua collezione di chitarre beatlesiane che ha esposto nella sala. Presenti, con il loro banchetto, Nello e Ivano, i titolari del negozio di dischi Downtown di Pavia, che hanno sponsorizzato le medaglie ricordo della serata; così come l'Unitecna ha sponsorizzato le magliette e il Boschetto ha offerto le targhe ricordo. Inutile dire che l'appuntamento, diventato ormai uno dei più importanti del panorama italiano, è stato rinnovato per l'anno prossimo.

 

 

 

 

THE BE2006SIXTIES - PARTE TERZA

 

Martedì 20 Febbraio Spaziomusica, a Pavia, tornerà a vestirsi in Vintage, per una seconda giornata dedicata al fenomeno degli anni '60 (la prima era stata in Ottobre e la seconda in Dicembre ed entrambe avevano avuto un successo incredibile): 2006sixties (duemilaesixties) è il nome dato ad una iniziativa curiosa: non un appuntamento nostalgico o commemorativo, ma una sorta di festa collettiva che esprima voglia di divertirsi. Ancora una volta la musica opererà il suo piccolo miracolo riunendo attorno ad un palco gente di tutte le età, per divertirsi e applaudire insieme canzoni che hanno scritto la storia del beat e del rock.

Al pomeriggio Spaziomusica ospiterà una mostra di memorabilia, foto, manifesti, proiezioni di filmati d'epoca; alle 18:30 ci sarà l'ora dell'aperitivo in musica: un aperitivo Beat con i Beat Barons, un sorprendente gruppo anglo-italiano che ripropone la fantastica era del MerseyBeat. Alle 22:00 il concerto dei Back To The Sixties, il supergruppo formato da 3 Back To The Beatles, Gino Poma (cantante dei VAT 69), Claudio "Live" Menna e Sergio Tamburelli (alias Tamboo) per riproporre musiche degli anni '60 (italiane e inglesi). Questa volta ci sarà anche una sezione fiati, la Seventies Horns; ci saranno anche i Back To The Beatles per presentare il loro nuovo giovane chitarrista Stefano Bergonzi. Chiuderanno la serata gli Stoned, gruppo tributo alla musica dei Rolling Stones. Ancora una volta, si consiglia a quelli tra il pubblico che ne abbiano voglia, di presentarsi con abbigliamento sixties.

Furio Sollazzi

 

 

 

 

THE BEATLES LOVE

 

Circa due anni fa Le Cirque du Soleil ha chiesto i diritti per utilizzare alcune musiche del quartetto di Liverpool per uno spettacolo ispirato al gruppo, il musical "Mirage"; la musica originariamente destinata al musical, nel corso di creazione ha dato vita ad un nuovo disco: The Beatles Love.

Il progetto e` sostenuto da due viventi Beatles: Paul McCartney e Ringo Starr, nonche` dagli eredi di John Lennon e George Harrison.

Ammetto di essere rimasto un po' perplesso e dubbioso quando è stata annunciata l'uscita di questo disco. Mi puzzava di operazionaccia commerciale: l'ennesima rifrittura dei brani dei Beatles (non avendo ormai più nulla di inedito da pubblicare), vista la precedente delusione per l'uscita di Let It Be Nacked.

Quando ho indossato le cuffie e inserito il CD....sono riamsto senza fiato.

Incredulo, beato, sorpreso, ammirato, estasiato, dopo trentasei anni ho ascoltato un nuovo disco dei Beatles!

E', senza dubbio, un capolavoro; e l'autore è colui che, a tutto diritto (e questo album ne è la prova definitiva), veniva chiamato il 5° Beatles: Sir George Martin.

George Martin, direttore d'orchestra, produttore, arrangiatore, colui che ha creato le melodie orchestrali che hanno segnato Yesterday, Eleanor Rigby, Something, Let It Be, The Long  And Winding Road e tante altre, con l'aiuto del figlio Giles (che poi ha avuto l'idea prima da cui è nata l'operazione) ha disgregato e poi riassemblato, equalizzato e poi rimixato, rallentato e accellerato, sovrapposto e ritagliato, tutta una serie di canzoni. Quello che ne è uscito è, a tutti gli effetti, un nuovo disco dei Beatles.

Perché è vero, le canzoni sono le stesse, a suonarle e cantarle sono sempre i Beatles, le parti incise sono ancora quelle (se si escludono i violini aggiunti su un demo di Harrison di While My Guitar Gently Weeps, trasformata in una splendida ballad), ma i suoni e le intenzioni sono modernissimi.

Se esistesse al mondo una persona che non ha mai ascoltato o non conosce i Beatles (il che è impossibile) gli farei ascoltare questo disco dicendogli che è di un nuovo gruppo inglese...e sono sicuro che "andrebbe via di testa".

Il disco si apre con Because in versione solo corale: perfetta!

Get Back, sorretto dall' assolo di batteria di Ringo per il medley di Carry That Weight/The end  su Abbey Road, diventa di una modernità assoluta. Nessuno avrebbe mai pensato di sovrapporre Drive my car, The Word e What you're Doing con un risultato che lascia storditi; Strawberry Fields Forever comincia con una versione demo essenziale per arricchirsi poi, ad ogni strofa, degli arrangiamenti delle versioni successive sino a sfociare nei fiati di Sgt.Pepper e poi nei cori di Hello Goodbye. Julia si intreccia ad Eleonor Rigby, Yesterday è introdotta da Blackbird, Sun King diventa Gnik Nus, semplicemente mandando il nastro al contrario. Persino Hey Jude (che non ho mai amato molto e che mi ha un po' "stancato") all'inizio mi ha fatto pensare "Beh, questa potevano anche non metterla: è uguale a prima!", ma poi sono stato costretto a ricredermi: come non detto.

Tutto è perfetto, moderno, incredibilmente attuale e vitale.

I Beatles sono ancora vivi!

 

Furio Sollazzi

 

 

 

PIENO SUCCESSO PER IL LENNON DAY 2006 A BRESCIA

 

"Happy Christmas War Is Over! (if you want it)" è il magico inno al Natale scritto da John Lennon e cantato dai partecipanti all'evento che ha concluso a tarda notte il "Lennon Day 2006"  promosso dai Beatlesiani d'Italia Associati a "bordo" di un'affollata Nave di Harlock al parco Ducos di Brescia, per celebrare il grande Beatle assassinato esattamente 26 anni fa a new York.

Oggi 8 dicembre!

Tanti ottimi artisti e musicisti con più di venti bands provenienti da varie parti d'Italia hanno voluto rendere omaggio a John Lennon in questa riuscitissima 17° edizione. Omar Pedrini che nel 1990 partecipò alla prima cantando un'indimenticabile "Mother" e successivamente fu ospite in altre occasioni, ha voluto testimoniare telefonicamente da Bari il suo pieno appoggio al Lennon Day e anche il suo rincrescimento per non poter prendere parte alla kermesse, essendo impegnato nella registrazione del programma RAI "Le invasioni barbariche". Grazie Omar! Alla prossima.

C'era invece il mitico Tolo Marton definito dai critici del settore uno dei più grandi chitarristi italiani. Ha suonato con Ian Paice dei Deep Purple e con Jack Bruce e Ginger Baker (ex Cream) ed è stato premiato dal padre di Jimi Hendriz, ma resta un grande "beatlesiano". Tolo ha interpretato alla grande Norwegian Wood e You've Got to Hide your Love Away" per concludere con Help! (tutte di Lennon). C'era Livio Macchia figlio dell'omonimo padre, cantante dei Camaleonti, che con i suoi Swami, ha suonato coinvolgendo Tao, un altro artista molto bravo e con tanti estimatori del suo genere musicale, anche al di fuori dalla sua passione per i Beatles.

Con i THE THE, gruppo bresciano molto applaudito, ha cantato Lou Colombo, brava cantante nota a livello nazionale anche per aver interpretato la canzone Maracaibo negli anni '80. Ottimi i Back to the Beatles da Pavia, con Furio Sollazzi alla batteria e organizzatore del Memorial Lennon a Pavia, domenica prossima 10. E poi The Four Back, i Blue Vanilla da Milano che hanno coinvolto Alessandro Giambelli alle percussioni e voce, Mr Vandebilt da Brescia, Dioniso, Silvio, Andrea e la brava BeatlesiAnna da Brescia, i Triflers, The Nowhere Men, the White Blues, The Beatalks, Redabol, Gin in Teacups, Videor, 3Kuaku... e anche il pubblico che cantava!. Una serie di filmati "Lennoniani" è stata proiettata su diversi schermi collocati in vari punti della sala. Nel corso della lunga ma scorrevole serata condotta da Rolando Giambelli (che non ha perso l'occasione per suonare con qualche artista), coadiuvato da Simone Pinelli che oltre alla simpatia è anche autore di sue canzoni e di alcuni brani di Raf, sono stati presentate alcune novità librarie "Beatlesiane" come: Number 9 (9 riflessioni su Lennon) di Raffaele Fiore, "Le canzoni di George Harrison" di Michelangelo Iossa e "Revolution" storia del White Album. Il Lennon Day come vuole la tradizione anche quest'anno è servito, oltre che per celebrare Lennon, anche per promuovere le attività umanitarie di UNICEF, di Essere Bambino e di ABE che fanno capo all'Ospedale dei Bambini di Brescia.

 

BEATLESIANI D'ITALIA ASSOCIATI

 

 

 

 

 

SUCCESSO PER LA "PRIMA" DI  "ECCE COR MEUM"

DI PAUL MCCARTNEY A LONDRA 

 

Grande successo venerdì scorso per Ecce Cor Meum, la quarta opera classica di Sir Paul McCartney presentata a Londra in prima mondiale alla Royal Albert Hall, il massimo tempio britannico della musica. Dalla nostra postazione possiamo ammirarne la splendida struttura e ascoltare l'orchestra diretta dal maestro Gavin Greenaway. Allo spegnersi puntuale delle luci in sala inizia la magia. Paul McCartney non si è ancora visto, ma la sua presenza è già avvertita sulle prime note di My Love, canzone scritta per la prima moglie Linda, arrangiata in chiave classica ed interpretata mirabilmente dal soprano Kate Royal dalla voce stupenda e dalla presenza altrettanto prorompente! Kate esegue una dopo l'altra Warm And Beautiful e una struggente Calico Skies in coppia con il tenore Andrew Staples. E si! Evidentemente Paul ci vuole coccolare con un'introduzione dei suoi migliori brani rock - pop e classici.  Poi il tenore prosegue da solo con Golden Earth Girl e Some Days per concludere in duo con Kate Royal, "Junk". L'orchestra prosegue con "Nova" e attacca con "The World You're Coming Into" e Ghost Suite" due pezzi tratti dal Liverpool Oratorio; e poi ancora "Celebration" dall'altra opera Standing Stone di McCartney.

Fra gli applausi scroscianti del pubblico che ha molto apprezzato questa introduzione a Ecce Cor Meum , a sorpresa compare il mitico Paul McCartney, in ottima forma, elegante, in grigio e cravatta, che si alza in piedi da una poltrona in mezzo alla platea, mescolato fra il pubblico, che saluta affabilmente, mentre si dirige verso un'uscita laterale stringendo anche le mani tese di alcuni fans che lui chiama affettuosamente "gli amici di sempre", giunti da ogni dove. E pensare che molti credevano che si nascondesse in un palchetto. Paul è letteralmente circondato dai suoi collaboratori che lo proteggono, ma anche dai più intimi amici e famigliari. Ci sono le figlie Stella e Mary, vediamo Sir George Martin il grande produttore dei Beatles; vediamo anche David Gilmore dei Pink Floyd, il suo tastierista Vix Wickens, intravediamo anche il chitarrista  Jeff Lynn e tanti altri...

Durante l'intervallo di venti minuti, avendo abbastanza autonomia di movimento nella Royal Albert Hall e con l'aiuto provvidenziale di una maschera, mi sposto e mi vado piazzare proprio dietro al coro sul palcoscenico da dove posso ascoltare l'orchestra e vedere il direttore di fronte; sono completamente immerso nella musica di Paul Mc Cartney.

Inizia finalmente Ecce Cor Meum e subito si sente l'energia che questo poema sinfonico-corale sprigiona: dal coro diretto da Ben Parry, all'organista Colm Carey nei quattro  movimenti che la compongono: I Spiritus, II Gratia - Interlude (Lament), III Musica, IV Ecce Cor Meum (con testo in Inglese e qualche parola latina, lingua studiata da Paul fin da quando frequentava il Liverpool Institute). Ecce Cor Meum è la quarta opera classica da quando il primo  "Liverpool Oratorio" fu realizzato nel 1991. Seguirono poi: "Standing Stone" e "Working Classical".

La composizione dell'album è iniziata più di otto anni fa e trae origine dalla tradizionale richiesta ai compositori più prestigiosi, da parte del Magdalen College di Oxford famoso in tutto il mondo, di un'opera particolarmente significativa da dedicare a quell'istituzione. E così Paul fu invitato da Anthony Smith, presidente del College dal 1998 al 2005, a comporre musica originale dal sapore classico per l'inaugurazione della nuova Sala Concerti del College. Il suo desiderio era di qualcosa di corale che potesse essere cantata da giovani provenienti da tutto il mondo sullo stile del Messiah di Handel.

Ed ora alla Royal Albert Hall, alla fine di questo bellissimo concerto, Paul raggiante sale sul palcoscenico a ricevere il trionfo per il suo lungo e ben riuscito lavoro, dal pubblico osannante, mentre una pioggia di cuoricini di carta cade dal soffitto del teatro. Paul si intrattiene un po' sul palco con i cantanti, l'orchestra ed il coro: Con alcuni fans lo chiamiamo in coro; Paul si gira e ci saluta con una mano e poi, lestamente, si dilegua con il suo mazzo di fiori fra gli applausi. I fans più agguerriti cercano di raggiungerlo fuori. Molti di essi sono giunti con noi dall'Italia. Ma Paul, come da sua ormai collaudatissima tattica, è già fuggito lontano.

 

Rolando Giambelli

 

 

LETTERA BEATLESIANA

 

Venerdì 3 novembre, alla Royal Albert Hall di Londra, si è tenuta la prima di: "Ecce Cor Meum" (Behold My Heart), l'ultimo capolavoro di Paul McCartney, presente tra il pubblico e seduto tra le figlie Mary e Stella.

Nella prima parte dello spettacolo sono state eseguite, in onore di Linda: "My Love", "Warm and beautiful", "Calico Skies", "Golden Earth Girl", "Some Days", "Junk", "Nova", "The world you're coming into" (Liverpool Oratorio), "Ghost Suite" (Liverpool Oratorio) e "Celebration" (Standing Stone). Durante l'intervallo, durato circa 15 minuti, Paul si è alzato ed ha salutato le numerose fans che lo stavano chiamando, per poi tornare ad assistere alla seconda parte, l'esecuzione dei 4 movimenti di "Ecce Cor Meum": "Spiritus", "Gratia", "Musica" e "Ecce Cor Meum". E' stato davvero emozionante ascoltare un'opera che per essere composta ha richiesto più di 8 anni di lavoro, e nella quale Paul è riuscito a trasmettere il suo amore per la musica, e per Linda.

Alla fine, Paul è salito sul palco, per ringraziare l'orchestra e tutti i musicisti, dalla bravissima soprano Kate Royal, al coro del King's College di Cambridge. Ha inoltre ringraziato la famiglia, gli amici e il pubblico per essere venuto. La splendida serata si è conclusa con una pioggia di cuori di carta, mentre Paul si allontanava con in mano un mazzo di fiori.

Tra il pubblico erano presenti anche George Martin, suo figlio Giles, il marito di Stella, Alasdhair Willis, Neil Aspinal, Jeff Lynne, Wix e altri ancora.

Grazie Paul, per averci regalato una serata indimenticabile, e speriamo di poterla ripetere anche qui in Italia. Ti aspettiamo!!!

Valeria

 

 

GLI STUDI DI REGISTRAZIONE ABBEY ROAD COMPIONO 75 ANNI

di Antonio Ranalli

Gli studi di registrazione di Abbey Road, che aprirono nel 1931 e festeggiano tra qualche giorno i loro 75 anni. Sul celebre passaggio pedonale immortalato dalla copertina dei Beatles, centinaia di turisti si fanno fotografare ogni giorno.

li studi di registrazione di Abbey Road, che aprirono nel 1931 e festeggiano tra qualche giorno i loro 75 anni. Sul celebre passaggio pedonale immortalato dalla copertina dei Beatles, centinaia di turisti si fanno fotografare ogni giorno.

Per tutti gli appassionati di musica, il loro nome e' sinonimo di Beatles, e comprensibilmente: i Fab Four vi registrarono un album omonimo e fu sempre li' che il quartetto, tra una session nervosa e l'altra, ando' in pezzi tra il 1969 e il 1970. 

Ma gli studi di registrazione di Abbey Road, che aprirono nel 1931 e festeggiano tra qualche giorno i loro 75 anni, hanno avuto un ruolo ben piu' ampio nella storia della musica britannica e non. Gli studi sono ancora oggi ospitati in un'austera palazzina giorgiana al numero 3 dell'omonima strada nel quartiere residenziale di St. John's Wood nel nordovest di Londra. E ancora oggi sono meta di moltissimi musicisti in vetta alle classifiche di mezzo mondo, mentre all'esterno, sul celebre passaggio pedonale immortalato dalla copertina dei Beatles, centinaia di turisti si fanno fotografare ogni giorno. Aperti da una session di Sir Edward Elgar, che vi registro' Land Of Hope And Glory il 12 novembre del 1931, gli Abbey Road Studios hanno veramente fatto la storia della musica, grazie all'eccellente acustica e all'alta tecnologia che da sempre viene usata. 
Fu tra le loro mura che il 16 settembre 1944 George Gershwin fece la sua ultima registrazione, prima che il suo aereo sparisse mentre sorvolava la Manica (i nastri restarono inediti per 50 anni, fino alla scadenza dei diritti d'autore di Gershwin). Negli anni Cinquanta, le sale ospitarono musica ma anche sketch radiofonici con le voci di Peter Sellers e Peter Ustinov. 
Fu qui che fu inciso il rimo singolo Rock and roll della storia inglese, "Move It" di Cliff Richards, uscito nel 1958. E fu sempre ad Abbey Road, una sera di giugno del 1962, George Martin, all'epoca capo dell'etichetta Parlophone, incontro' quattro ragazzi di Liverpool, che trovo' terribili, salvo poi farli diventare i musicisti piu' famosi di tutti i tempi. Gli stessi Beatles scrissero qui l'ultimo atto della loro saga, registrando tra liti e tensioni "I Me Mine" il 3 gennaio 1970. Ma non sono solo i fan beatlesiani ad avere ricordi fondamentali legati ad Abbey Road. 

Fu qui che i Pink Floyd reinventarono la loro carriera e incisero The Dark Side Of The Moon, destinato a diventare uno degli album piu' venduti della storia del rock, e anche Wish You Were Here. Ma ad Abbey Road, tra i Sixties e gli Eighties, passarono artisti come Simple Minds, Spandau Ballet, Boney M, Mike Oldfield, Kate Bush, Sting. E negli anni Novanta le loro mura ospitarono una nuova generazione di pop britannico, grazie alla possibilita' di registrare live nello studio (cioe' senza sovraincisioni): dai Radiohead ai Blur, dai Travis ai Texas. Le Spice Girls ci incisero "Spice World" e, ricorda l'Independent "per qualche settimana, con tutti i fan ammassati all'esterno, era come se fossero tornati gli anni Sessanta". Abbey Road, a 75 anni, gode di ottima salute, e non e' solo oggetto di pellegrinaggi nostalgici. Sta per partire una serie di concerti organizzati dall'emittente tv Channel 4, che si chiamera' "Live from Abbey Road", mentre George Martin si appresta a lanciare proprio da questi studi "Love", un album di remix sperimentali di canzoni dei Beatles, fatti a partire dai brani originali qui registrati.

 

 

JOHN LENNON, L'FBI MOSTRA I DOCUMENTI SEGRETI

 

21/12/2006. L'Fbi ha consegnato allo storico Jon Wiener una decina di pagine di documenti, da cui trapelano nuovi dettagli sui legami che l'ex leader dei Beatles John Lennon ha avuto con i gruppi di sinistra e pacifisti di Londra agli inizi degli anni settanta.

È quanto ha reso noto lo stesso Wiener in una dichiarazione al Los Angeles Times. Tuttavia lo storico ha precisato che, dal contenuto di tali documenti, non trapela alcuna indicazione secondo cui l'Fbi avrebbe considerato il popolare cantante una seria minaccia.

Per molti anni l'Fbi si è rifiutata di consegnare i documenti, spiegando che si trattava di materiale fornito segretamente da un governo straniero, e che, se pubblicato, avrebbe potuto esporre gli Stati Uniti a vendette diplomatiche, politiche ed economiche.

Il rapporto mette in evidenza come Lennon fosse stato contattato da esponenti della sinistra inglese alla ricerca di fondi per "aprire una libreria politica e una sala di lettura a Londra". L'ex leader dei Beatles, però, non avrebbe mai fornito il denaro richiesto e il rapporto ammette che non esistono "prove certe" del coinvolgimento dell'artista in attività sovversive." Oggi possiamo finalmente capire come le dichiarazioni sulla sicurezza nazionale rilasciate dall'Fbi per 25 anni fossero assurde fin dall'inizio" ha dichiarato Wiener, che aveva iniziato a richiedere questi documenti nel lontano 1981, qualche mese dopo aver deciso di scrivere un libro su Lennon, in seguito al suo assassinio avvenuto la sera dell'8 dicembre del 1980. L'Fbi aveva all'epoca fornito alcuni documenti, ma si era rifiutata di rendere noti dei dettagli, coperti da segreto di stato. Perciò Wiener ha fatto causa al governo statunitense ottenendo alcuni file nel 1997, ma è solo nel 2004 che un giudice federale gli ha riconosciuto il diritto di accedere anche alle 10 pagine finali. I documenti testimoniano come l'Fbi abbia tenuto sotto stretta osservazione John Lennon dal 1971 al 1972.

*NEW YORK : All'asta da Christie's a è staso venduto il manoscritto di Paul McCartney del testo di "Maxwell's Silver Hammer" per 192mila dollari. 

 

*NEW YORK : Una copia dell'album "Meet The Beatles", autografata dai Fab Four, è stata venduta online da ItsOnliRockNRoll.com per 87mila euro, tale copia fu regalata nel 1964 dagli stessi Beatles, a Louise Harrison,sorella di George.Il prezzo di partenza all'asta era di 19mila euro.

 

LENNON, TOLTO SEGRETO A DOCUMENTI FBI RENDE PUBBLICI GLI ULTIMI DIECI

 

L'Fbi ha reso pubblici gli ultimi 10 documenti finora coperti da segreto sul Beatle John Lennon. La documentazione è stata tenuta segreta per 25 anni perché, a quanto pare, avrebbero potuto provocare una "ritorsione militare" contro gli Usa. In realtà, secondo gli esperti, il materiale contiene unicamente fatti già noti, e il commento che il musicista "incoraggiava a credere che egli avesse visioni rivoluzionarie".

"I documenti testimoniano come Lennon fosse uno dei leader di movimenti pacifisti di Londra negli anni 1970 e 1971", ha rivelato Jon Wiener, Professore di Storia dell'Università della California. "Finalmente vedremo e leggeremo quello che l'FBI ci ha tenuto nascosto per 25 anni - ha continuato il Professor Wiener -. I file di Lennon sono il classico esempio dell'eccessivo zelo alla segretezza nazionale da parte dell'FBI". Parte dei fascicoli accusano il cantautore di "aver incoraggiato le sue idee rivoluzionare...attraverso le sue canzoni". In allegato a questa documentazione anche una intervista di Lennon a The Red Mole, un giornaletto sconosciuto di Londra, in cui l'artista "enfatizza le sue origine umili e proletarie e la sua vicinanza alla gente oppressa e sfortunata".

 

"NOW AND THEN'": PAUL MCCARTNEY AL LAVORO SU UNA CANZONE DI JOHN LENNON 

 

Paul McCartney sarebbe al lavoro su un brano di John Lennon mai pubblicato prima intitolato "Now and then". La canzone, diffusa su alcune registrazioni non ufficiali con il titolo di "I don't want to lose you", faceva parte, con "Free as a bird" e "Real love", del gruppo di brani inediti scelti da McCartney, Harrison e Ringo Starr per le tre antologie pubblicate tra il 1995 e il 1996. I tre musicisti però la scartarono a causa, pare, di un rumore di fondo difficilmente eliminabile dalle registrazioni originali.

Nel 2005 fu la stessa Yoko Ono a parlare di una possibile pubblicazione del brano: "Ho spedito loro quelle canzoni quando la situazione era differente. Ma ora che George Harrison è morto non so se ci sono più le condizioni per farlo".

"C'è una canzone che non abbiamo usato per l'antologia ed è un peccato", aveva spiegato McCartney in un'intervista. "Non ha un bel titolo e necessità di un po' di lavoro, ma ha un bel testo e c'è John che canta. George non l'ha voluta, ma la cosa migliore di questo brano è la possibilità di poter lavorare ancora con John, ascoltare la sua voce nelle cuffie come se fosse nella stanza accanto".

La vedova di George Harrison ha dichiarato di sapere ben poco di "Now and then": "Se non l'ho sentita è perché loro, probabilmente, non la consideravano abbastanza buona".

 

23/01/2007)

PAUL MCCARTNEY: GIÀ AL LAVORO SUL NUOVO DISCO

 

Sembra non avere fine il momento creativo dell'ex Beatles Paul McCartney. Dopo aver pubblicato "Ecce Cor Meum", album di musica classica, Sir Paul è tornato subito al lavoro per cominciare il processo creativo che, stando ad alcune fonti vicine al musicista, darà vita nel 2008 al suo nuovo album. Non è da escludere che buona parte dei testi tratteranno le sue ultime tormentate vicende che lo hanno visto al centro di una contesa con l'ormai ex moglie Heather Mills. A quanto pare uno dei brani sarà proprio una sorta di "lettera" alla figlioletta Beatrice, nella quale McCartney cerca di spiegare come le cose tra i due siano potute finire in quel modo.

 

PAUL MCCARTNEY, 48 MILIONI ALL'EX MOGLIE

Tabloid Gb, dopo il divorzio 'buonuscita' per Heather Mills

(ANSA) - LONDRA, 21 GEN - Secondo il tabloid 'News of the World' Paul McCartney dara' una buonauscita di 48 milioni di euro all'ex moglie Heather Mills. Per il giornale britannico i due ex coniugi hanno raggiunto un accordo extra-giudiziario. 'Heather prendera' mille sterline all'ora per i suoi quattro anni di matrimonio con sir Paul McCartney. E' la stessa tariffa che chiedeva come prostituta', sottolinea acido il tabloid. 

 

 

EX MOGLIE PAUL MCCARTNEY NON HA RICEVUTO SOLDI DA EX MARITO

 

(ANSA)-LONDRA, 22 GEN - Heather Mills,ex moglie di Paul McCartney, ha smentito la notizia, secondo cui l'ex marito le avrebbe dato 48 mln di euro per il divorzio. L'ex-modella e' molto amareggiata dal fatto che il 'News of the World', il domenicale dove e' stato pubblicato il fatto, ha pesantemente infangato la notizia rinvangando un suo presunto passato di prostituta di lusso. Heather sospetta che dietro questi attacchi ci sia McCartney, da cui si e' separata a maggio e dal quale ha avuto una bambina di tre anni.

 

 

PAUL MCCARTNEY SI RIPRENDE I QUADRI

 

Paul McCartney si e' introdotto nella casa dell'ex moglie Heather Mills ed ha portato via diversi quadri di valore, tra un Picasso e un Renoir. Secondo quanto riferisce il Sun, quando la Mills e' rientrata nella villa di Peasmarsh, nel Sussex, insieme ad alcuni amici si e' accorta che l'ex Beatle aveva prelevato i quadri e tutte le foto che la ritraevano insieme alla figli Beatrice. Sembra che ufficialmente l'ex Beatles abbia fatto sapere alla Mills tramite sms di essersi ripreso i quadri.

 

 

MUSICA: GB, BEATLES VERSO LA TOP 10

 

In classifica brani online anche senza singolo nei negozi

ANSA) - LONDRA, 7 GEN- I brani dei mostri sacri del rock come i Beatles potrebbero dominare la top ten inglese grazie alle nuove regole sul conteggio delle vendite.Da questa settimana possono essere conteggiate le vendite online dei singoli, anche quando questi non sono negli scaffali dei negozi, e un brano veniva escluso dal conteggio due settimane dopo il suo ritiro dagli scaffali. Cosi' il re dei singoli di questa settimana sara' 'Chasing Cars' degli Snow Patrol, uscito a luglio e da tempo assente dai negozi.

 

 

ACCORDO VICINO TRA APPLE E APPLE?

IN ESCLUSIVA SU ITUNES TUTTO IL CATALOGO DEI BEATLES

 

Dopo una guerra durata circa 20 anni, e' vicino l'accordo tra la Apple e la Apple, cioe' tra i Beatles e la societa' gestita da Steve Jobs. A confermarlo e' la rivista Fortune, secondo cui iTunes e' vicino ad un accordo per portare online il catalogo dei Beatles', in esclusiva per un certo periodo. I portavoce delle due Apple non fanno commenti, ma secondo la rivista del gruppo Time Warner e' lo stesso Jobs a seguire i negoziati in prima persona.

 

Intervista esclusiva all'ex Beatle mentre presenta il dvd del tour "The space within us" 
L'artista annuncia che sta lavorando a un nuovo disco che uscirà tra sei mesi.

 

PARLA PAUL MCCARTNEY: "TORNO CON RINGO"

DI GINO CASTALDO  (LA REPUBBLICA - 2 DICEMBRE 2006)

 

"Di sicuro salirò sul palco con Starr. Forse molto presto"


ROMA - Dica la verità, l'ha cantata When I'm 64 il 18 giugno, nel giorno del suo sessantaquattresimo compleanno? "No, in realtà me l'hanno cantata i miei figli, anzi hanno inciso un disco e me l'hanno regalato". E lei ha resistito alla tentazione di unirsi al coro? "Sì, non l'ho cantata, ma molto probabilmente la canterò nel mio prossimo tour". Ben detto, aspettiamo fiduciosi. In questi giorni Paul McCartney è in piena attività, musicalmente parlando, ma rimane schivo, dribblando con eleganza l'inferno mediatico scatenato dalla separazione da Heather Mills. Di solito coi giornali non parla, visto il trattamento che gli è stato riservato dai tabloid inglesi, ma per noi ha fatto un'eccezione, anche se solo per telefono. La sua voce è calda e gentile, malgrado un fastidioso raffreddore lo faccia tossire ogni tre parole. Ha appena presentato a Londra Ecce cor meum, la sua nuova composizione classica, e in questi giorni esce in tutto il mondo un nuovo dvd che documenta il suo recente tour, The space within us. 


A proposito di concerti, non crede sia arrivato il momento di lanciare un bel messaggio suonando col suo antico partner Ringo Starr, l'unico rimasto della clamorosa avventura? 
"Sì, lo penso, sono d'accordo, e lo è anche Ringo. Ci siamo detti molte volte di farlo, anzi, stava per succedere nell'ultimo tour di Ringo, lo scorso anno, ma non è stato possibile perché ero impegnato altrove. Però ne parliamo spesso, ci piacerebbe molto, e di sicuro succederà, forse anche molto presto". 

A rivederla suonare nel dvd non si può fare a meno di pensare all'immenso repertorio a cui può attingere. Alcune canzoni come "Eleanor Rigby" e "Yesterday" ci sono sempre, altre cambiano di volta in volta. Come decide le canzoni da eseguire? 
"Mi siedo e immagino il concerto, come fossi uno del pubblico e mi domando: cosa mi piacerebbe ascoltare? Da qui viene la prima lista, poi penso a cosa m'interessa suonare in quanto performer, e poi visto che sono davvero tante le canzoni a disposizione, cerco di trovare ogni volta qualcosa che non ho mai suonato prima". 

A cosa pensa durante i concerti? Dopo tanti anni la sua disinvoltura è totale, così naturale che potrebbe anche pensare ad altro... 
"O no, per prima cosa cerco di ricordare bene la canzone, per suonarla al meglio, poi guardo il pubblico, per capire le reazioni, ma qualche volta mi vengono in mente cose strane, tipo: cosa mangerò questa sera? Però è pericoloso, perché in un attimo potrei sentirmi su un altro pianeta. È bene evitare. Qualche volta mi vengono in mente i ricordi meravigliosi legati al momento in cui ho inciso la canzone che sto eseguendo. Questo mi emoziona molto". 

Cosa vede di diverso oggi negli occhi della gente, rispetto ai vecchi tempi? 
"Nei sessanta erano soprattutto giovani ragazze, ora c'è un mix di tutte le età, ci sono ragazzini molto più giovani, anche di dieci anni, oppure ventenni, come allora, ma anche i loro genitori, ed è bello, è un clima caldo, familiare, e sento anche molto amore che arriva dalla platea, il che rende molto piacevole girare in tour". 

Pensa che la musica sia ancora una buona medicina per la gente? 
"Assolutamente sì, lo è sempre stata e lo è ancora di più in questi giorni. Molte persone mi raccontano che la mia musica li ha molto aiutati nella vita e questa è la più grande soddisfazione, è uno dei motivi per cui è bello essere un musicista e un compositore. Aiutare la gente a connettersi sul piano emotivo". 

Da qualche tempo la sua vita privata è particolarmente tormentata. La musica è una buona medicina anche per lei? 
"Sì, assolutamente. La musica è sempre un grande aiuto nella mia vita, è tutto quello che posso dire. Non voglio parlare della mia vita privata, se non per dire che ora sta andando tutto bene, ma di sicuro posso confermare che la musica aiuta, è una grande guaritrice, e sono molto fortunato ad averla. Cosa avrei fatto senza?". 

Le capita di suonare per conto suo o per gli amici?"Oh sì, spesso. Mi chiamano sempre a cantare alle feste dei bambini: è l'intrattenimento più economico che possano trovare, non costo molto, anzi non costo niente, e poi sì, suono spesso in giro per casa". 

Riesce ancora ad avere ambizioni uno come lei che ha avuto ogni sorta di riconoscimento, compreso il fatto che ha cantato in diretta "Good day sunshine" per gli astronauti in orbita? 
"Quella è stata una delle più grandi emozioni della mia vita. Comunque sì, ho ancora ambizioni, soprattutto come compositore. In questo periodo mi concedo il lusso di scrivere per orchestra. È una grande ambizione, ma mi piace anche suonare per il pubblico e voglio farlo finché la gente gradirà. Mi piace anche molto la fotografia e forse un giorno farò una mostra di mie foto, ne ho di molto interessanti sui primi anni dei Beatles, foto dall'interno ovviamente, foto del nostro viaggio in India e tante altre". 

Ricorda il concerto di Roma ai Fori Imperiali come una serata speciale? Perché non ne ha fatto un dvd? 
"Sì, certo che lo ricordo, è stata una serata assolutamente unica. Non abbiamo pubblicato un dvd perché non credo sia stato filmato, o perlomeno non con gli standard dovuti. Ma sicuramente metteremo insieme quello che c'è e qualcosa prima o poi uscirà fuori. È stato tutto bello, il gruppo, la gente, le ore passate a Roma, cene fantastiche, passeggiate in bicicletta, assolutamente magnifico, molto italiano". 

Sta lavorando a cose nuove? 
"Sì, a due cose. Sto registrando un nuovo album di canzoni, e sono molto eccitato dal nuovo materiale. Uscirà presto, nel prossimo anno, più o meno tra sei mesi, e sto anche lavorando a una nuova opera classica, lavoro a entrambi ed è positivo perché ognuno dei due progetti mantiene fresco l'altro". 

Quando cantava nei Sessanta sembrava impossibile che il rock potesse essere una questione per sessantenni. Poi la percezione è cambiata. Si sente ancora a suo agio sul palco a 64 anni? 
"Sì, mi piace ancora molto, perché mi rendo conto che piace alla gente, penso che continuerò a farlo finché piacerà. Probabilmente fino a quando avrò 94 anni. Anzi come buon augurio scriverò una nuova canzone: When I'm 104". 

(2 dicembre 2006)

 

 NEW YORK: BOZZA DI TESTO SCRITTA DA PAUL MCCARTNEY PER LA CANZONE MAXWELL'S SILVER HAMMER VENDUTA ALL'ASTA PER 192MILA DOLLARI

 

La bozza di testo scritta da Paul McCartney per la canzone "Maxwell's Silver Hammer" (1968), dell'album dei Beatles "Abbey Road", è stata venduta per 192.000 dollari (circa 150.000 euro). Acquistato da un privato, il proprietario di una libreria in Texas, il testo di McCartney è stato il lotto di maggior valore dell'asta, anche se non ha raggiunto la stima di partenza di 200.000 dollari.

 

EX MOGLIE DI PAUL MCCARTNEY, MINACCE MORTE

DUE UOMINI VOGLIONO FARLE PAGARE DIVORZIO DA SIR PAUL

 

Heather Mills rischia di pagar caro l'acrimonioso divorzio con Paul McCartney: due 'violenti' fan dei Beatles vorrebbero ucciderla. La controversa supermodella ha ricevuto nei giorni scorsi a due riprese la visita della polizia del Sussex che in base ad "informazioni di intelligence" l'ha avvertita della "grave" minaccia. Secondo indiscrezioni i due ammiratori di McCartney sono pronti a uccidere la bella Heather come punizione per le sofferenze che ha provocato al loro idolo.

 

 

PAUL MCCARTNEY IN DUETTO CON GEORGE MICHAEL

 

Un duetto tra Paul McCartney e George Michael vedrà presto la luce: si tratta del brano 'Heal The Pain', che verrà incluso nell'imminente 'greatest hits' dell'ex-Wham! L'antologia si chiamerà 'Twenty Five' e sarà composta da tre cd, che ripercorreranno tutta la carriera di Micheal, da 25 anni a questa  parte.

 

 

HEATHER MILLS VUOLE 120 MILIONI DA PAUL MCCARTNEY

      Cantante accusa ex moglie di 'pensare solo ai soldi'

Heather Mills starebbe cercando di ottenere 120 milioni di euro dal suo divorzio da Paul McCartney. E' quanto ha dichiarato lo stesso musicista all'agente Peter Cox, un amico dell'ex moglie Linda. Una persona che si trovava nello stesso bar di Londra dove l'ex Beatle mercoledi' scorso ha incontrato Cox, ha raccontato alla stampa di aver sentito McCartney dire: 'Cerchera' di prendersi 80 mln di sterline. L'unica cosa a cui lei pensa sono i soldi'. 

 

 

MONUMENTO AI BEATLES IN KAZAKISTAN

OPERA SARA' REALIZZATA DALLO SCULTORE LOCALE EDUARD KAZARIN

 

I Beatles avranno un monumento loro dedicato nel cuore  dell'ex Unione Sovietica, ad Almaty nell'ex capitale del Kazakhstan. Il consiglio comunale ha approvato una delibera per erigere nella piazza  adiacente al Palazzo della repubblica le statue degli ex ragazzi di Liverpool. Il monumento sara' creato dallo scultore locale Eduard  Kazarian, e secondo l'eurodeputato scozzese Struan Stevenson  l'iniziativa ha avuto il beneplacito degli interessati ancora in vita e  dei loro eredi. 

 

SUCCESSO MCCARTNEY ALL'ALBERT HALL

THE BEATLES LOVE

 

Si chiama the Beatles 'Lovè ed è ilprimo album dei Fab four disponibile in 5.1 sorround sound: a pubblicarlo il 17 novembre è la Apple Corps Ltd/EMI Music. Il CD stereo contiene 78 minuti di musica, mentre il dvd in versione surround sound su DVD audio 5.1 contiene una versione più estesa con 81 minuti di musica. Dopo la richiesta da parte dei rimanenti Beatles, Ringo e Paul, insieme con Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison, di sperimentare nuovi mix a partire dalle registrazioni originali per una collaborazione con Cirque du Soleil, Sir George Martin, il leggendario produttore del gruppo, e suo figlio Giles Martin hanno rilavorato tutto l intero materiale dei Beatles e hanno creato LOVE. Il risultato è un approccio senza precedenti alla musica: usando i master originali conservati agli Abbey Road Studios della EMI, Sir George e Giles hanno creato una singolare esperienza sonora senza precedenti. «Questo album - ha detto Paul McCartney - riunisce di nuovo insieme i Beatles, perchè improvvisamente ci sono nuovamente John e George con me e Ringo. E  qualcosa di magico.George e Giles hanno fatto un lavoro grandioso combinando insieme queste tracce. »È davvero potente e ho addirittura sentito registrazioni che mi ero dimenticato avessimo inciso«, ha commentato Ringo Starr. »Questo album esprime amore ed è questo il motivo per cui il titolo è Beatles LOVE - ha aggiunto Yoko Ono Lennon - hanno permesso a tutto ciò che è splendido ed audace di venire alla luce«.  »La musica è sorprendente. Penso che la cosa meravigliosa sia che la puoi scomporre e tutti gli elementi portano con sè tutta l essenza dell intera canzone«, ha detto Olivia Harrison. Tony Wadsworth, presidente di EMI Music UK e Ireland ha affermato:»il lavoro altamente originale di George e Giles nel creare l album 'LOVÈ ci da un nuovo disco dei Beatles. Ci permette di rispettare ancora di più, se questo è possibile, la creatività e lo splendore di questa band dietro al più grande catalogo in tutta la storia della musica registrata«. Il DVD Album di Beatles è un ibrido tra DVD Audio e DVD Video. Le registrazioni della parte DVD Audio sono disponibili nel formato 5.1 sourround in alta risoluzione a 24 bit e con frequenza di campionamento di 96 KHz. La parte DVD video presenta invece tre formati audio: le tracce 5.1 sourround sono disponibili sia in DTS che in Dolby Digital mentre il mix stereo è disponibile nel formato PCM. Il dvd dell' album è progettato per essere riprodotto su

qualsiasi lettore DVD video ma non contiene alcun filmato. Nella track list, ci sono grandi successi del quartetto: tra questi, Because, Get Back, Glass Onion, Eleanor Rigby, Julia (Transition), I Am The Walrus, I Want To Hold Your Hand, Drive My Car/The Word/What You re Doing, Gnik Nus, Something, Blue Jay Way (Transition), Being For The Benefit of Mr. Kite!/I Want You (She s So Heavy)/Helter Skelter, Help!, Blackbird/Yesterday, Strawberry Fields Forever, Lucy in the Sky With Diamonds,Lady Madonna, Here Comes The Sun, Come Together/Dear Prudence,Revolution, Back In The U.S.S.R, While My Guitar Gently Weeps,A Day In The Life, Hey Jude, Sgt. Pepper s Lonely Hearts Club Band (Reprise), All You Need Is Love.

 

 

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